
La targa in memoria di Sergio Ramelli, collocata all’Aquila nei pressi dell’Istituto “Cotugno”, è stata nuovamente vandalizzata. A denunciarlo è CasaPound, che segnala come l’episodio rappresenti il terzo caso nell’arco di meno di un anno. Il gruppo rivolge accuse verso esponenti della sinistra radicale cittadina, ritenuti responsabili dell’imbrattamento. Il monumento, realizzato dal Comune, era stato pensato come un segno di ricordo nei confronti di Ramelli, studente milanese ucciso nel 1975 in un contesto di violenza politica. Ogni gesto che colpisce la targa porta quindi con sé un valore simbolico che travalica il danneggiamento materiale e rimanda a un passato di forti contrapposizioni ideologiche, mai completamente sopite. CasaPound chiede un intervento tempestivo per ripulire la lapide e propone l’installazione di una protezione che possa evitare nuovi episodi simili. La collocazione del monumento nei pressi di una scuola, sottolinea il movimento, rende l’atto ancora più grave dal punto di vista simbolico. Da qui anche una polemica rivolta alla dirigenza dell’istituto, accusata di non aver espresso pubblicamente condanna per l’accaduto. Il comunicato si chiude con un invito a non trasformare la memoria di Ramelli in terreno di scontro politico, ma l’appello convive con accuse dure nei confronti di chi, secondo CasaPound, si muoverebbe nell’ombra per colpire un simbolo considerato scomodo. Resta il fatto che il vandalismo su monumenti e luoghi della memoria, a prescindere dal significato che li accompagna, riporta alla luce ferite del passato ancora aperte e riflette un clima cittadino in cui la tensione ideologica continua a riaffiorare.









