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SULMONA – Oggi che il web rappresenta il terreno più fertile per truffe e raggiri e che la platea di potenziali vittime si è notevolmente allargata nei giorni in cui internet è stato l’unico mezzo per esserci sempre e comunque nei tempi di pandemia, questa è una sentenza che scandisce la cronaca e segna un punto a favore delle vittime. Perché il giudice di pace di Sulmona, Anna Maria De Sanctis,  ha accolto il ricorso di una donna di mezza età, residente in Valle Peligna, che si è vista svuotare la carta Poste Pay di 4695 euro dopo aver risposto ad un sms ricevuto sulla sua utenza cellulare e ha condannato Postepay al rimborso. “La società Postepay da parte sua non ha posto in essere sistemi adeguati di controllo della sicurezza al fine di garantire le operazioni effettuate dai clienti tramite internet. Il consumatore non è in grado di valutare i rischi connessi all’utilizzo di tale tipologia di transazioni tramite internet e il gestore ha l’onere esclusivo di interessarsi di tali operazioni”- scrive il giudice nella sentenza. In questo caso la donna lo scorso 23 settembre ha ricevuto un sms che risultava provenire dall’area messaggistica di Poste ma, ha scoperto solo dopo,che così non era visto che in realtà era il cosiddetto sistema del phishing, ovvero una truffa informatica messa a segno con il furto di tutti i dati sensibili. Con l’arrivo del messaggio l’utente ha cliccato sul link ed è stato raggiunto telefonicamente da un numero che si qualificava come operatore di Poste Italiane e chiedeva di disattivare l’app Banco Posta per aggiornamenti. Non avendo più ricevuto alcuna comunicazione, la vittima si è recata presso l’ufficio delle poste centrali di Sulmona e lì ha fatto l’amara scoperta, scoprendo che la sua carta banco posta era stata clonata, visto l’ammanco di quasi 5 mila euro per spese effettuate sui sito di gioco on line. Il tutto all’insaputa della malcapitata che ha disconosciuto l’addebito, inoltrando reclamo a Postepay senza riscontro. Da qui l’azione legale, intentata dall’avvocato, Mauro Sciullo, che ha portato all’accoglimento del ricorso e alla condanna di Postepay che ora dovrà rimborsare.

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