
Ultimo giro di orologio per il call center 3G di Sulmona. Domani scade il termine per i 162 lavoratori chiamati a spostarsi di sede e lo scenario, secondo le organizzazioni sindacali, è tutt’altro che roseo. Il primo nodo problematico riguarda il rapporto tra 3g Spa e Accenture. 3g Spa pretende dai lavoratori il preavviso lavorato, minacciando trattenute in busta paga in caso contrario. Dall’altro lato, Accenture, affidataria dell’appalto Enel, rifiuta di armonizzare le date di assunzione, compromettendo così la continuità economica dei dipendenti. Questo porta a una scelta forzata per chi dovrebbe entrare in Accenture nei mesi di giugno e luglio: perdere il compenso del preavviso o rinunciare all’assunzione, con conseguenze pesanti sul piano personale ed economico. Oltre a questo problema, pesa anche quello del declassamento professionale. Sebbene venga garantita la conservazione dell’anzianità di servizio, tutti i lavoratori saranno inseriti al terzo livello contrattuale, un passo indietro rispetto a chi attualmente occupa il quarto o persino il quinto livello. Si tratta di un vero demansionamento, che comporta una riduzione delle retribuzioni e un impoverimento delle prospettive di carriera. “È una situazione complessa per usare un eufemismo”- commentano le sigle sindacali Slc Cgil, Fistel, Cisl, Uilcom uil ed Ugl Tlc territoriali Abruzzo e Molise. Intanto un gruppo di lavoratori si è confrontato con Accenture che ha fatto la sua proposta: formazione almeno di un mese e lo smartworking da un minimo di un mese a un massimo di tre mesi. Proposta che non ha convinto. Ancora 24 ore e si arriverà alla resa dei conti. Intanto il Pd attacca il sindaco di Sulmona Luca Tirabassi.Al centro delle critiche anche la cosiddetta “filiera istituzionale e politica” del centrodestra, più volte richiamata durante la campagna elettorale. Rassicurazioni offerte ai cittadini che, secondo i dem, si sarebbero rivelate prive di effetti concreti. Nel mirino finiscono, indirettamente, anche le consigliere regionali Marianna Scoccia, Maria Assunta Rossi e Antonietta La Porta, indicate come garanti politici del collegamento con il governo regionale e nazionale.
“Altro che uomo tutto d’un pezzo”, scrive la segreteria del circolo ovidiano, accusando Tirabassi di aver scelto il silenzio davanti “all’ennesimo colpo inferto alla città”.


































