
«Spendevo duemila euro al mese, chiedevo soldi a chiunque». La testimonianza di Francesco (nome di fantasia), un 40enne che vive in Centro Abruzzo, si fa messaggio per tutti coloro che vogliono uscire dal tunnel della ludopatia. Anni e anni di sofferenze e rincorse. Interi stipendi “giocati” e rapporti personali e familiari ridotti all’osso. Poi la rinascita quando ha deciso di farsi aiutare. Perché Francesco lo sa, chiedere aiuto non è un atto di debolezza. “Non so spiegarmi con precisione com’è iniziato. Anche se me lo sono chiesto parecchie volte. Ho cominciato a scommettere sul gioco del calcio, uno sport che è la mia enorme passione, fin da ragazzino. Qualche piccola vincita ogni tanto. Come capita a molti. Poi ho scoperto le slot e sono diventato schiavo”- racconta l’uomo che arriva a spendere fino a duemila euro al mese. “Chiedevo soldi ai miei genitori, agli amici con le scuse più disparate e la promessa di restituire il denaro. Un circolo vizioso senza uscita”- si sfoga Francesco che più giocava e più perdeva. Non una sola volta. Perdeva anche le persone. Una storia che è andata avanti per cinque anni fino a quando ha detto basta. “Grazie all’aiuto della mia famiglia che non mi ha abbandonato nonostante i miei comportamenti, ho scoperto che non ero solo e ne sono uscito dopo lunghe sedute in una comunità terapeutica. A tutti i miei familiari e amici chiedo perdono”- continua in lacrime Francesco che lancia un appello: “fatevi aiutare. Non bisogna perdere tempo e aspettare che il gioco si prenda la vostra vita e quella delle persone a voi care”.









