
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona, Marta Sarnelli, ha convalidato i sequestri preventivi d’urgenza effettuati la scorsa settimana dalla Procura della Repubblica di Sulmona nei confronti di madre e figlio finiti sotto inchiesta per spaccio in concorso. “Viste le esigenze cautelari e il quadro indiziario, la richiesta di convalida può essere senz’altro accolta”- rileva il gip che ha posto i sigilli su due fabbricati a Pettorano sul Gizio, due terreni rispettivamente a Introdacqua e Pettorano, tre autovetture, conti gioco e conti scommesse per un valore complessivo di 100 mila euro a fronte di un giro d’affari documentato di almeno 200 mila. Parte dei proventi di spaccio, secondo gli inquirenti, sarebbero già stati spesi. Un’indagine che aveva preso le mosse lo scorso anno con il pedinamento di un 32enne che lavorava come barista a Roccaraso. Poi le intercettazioni ambientali e telefoniche, andate avanti dal 31 ottobre 2024 al 30 marzo 2025, attraverso le quali i carabinieri della stazione di Roccaraso hanno documentato 640 cessioni di sostanze stupefacente (cocaina e fumo). Almeno ventitré i clienti sentiti dai militari da febbraio a marzo scorso. Alcuni dei quali rischiano un’accusa di favoreggiamento. A coadiuvare madre e figlio nell’attività di spaccio sarebbero stati un 36enne di Pratola Peligna e un 25enne di Sulmona. Intanto la difesa prepara il ricorso al Tribunale per il Riesame dell’Aquila









