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SULMONA -  Avrebbe sferrato un pugno sul viso della sua convivente durante la gravidanza, fino ad arrivare a una serie di violenze fisiche e verbali, alla presenza del figlio minorenne, nonché a minacce di morte anche gravi. Per un 34 enne domiciliato in un centro peligno è scattato il divieto di avvicinamento alla sua compagna e ai luoghi abitualmente frequentati dalla stessa, con il divieto di avvicinarsi a meno di 500 metri dal luogo dell’abitazione sulmonese dove la presunta vittima dimora nonchè con l’obbligo di mantenere una determinata distanza ( 100 metri), in caso di incontro occasionale.  La misura cautelare chiesta dal Sostituto Procuratore, Stefano Iafolla, è stata disposta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona, Marta Sarnelli, che ha fissato per la giornata di oggi 9 marzo l’interrogatorio di garanzia. Un’ordinanza che si è resa necessaria dopo una serie di episodi, che si sarebbero verificati nell’ambiente domestico, tra il mese di maggio 2020 e il 4 febbraio 2021.  Nello specifico, stando al quadro accusatorio, sembrerebbe che il giovane avrebbe maltrattato la sua giovane compagna convivente sottoponendola, alla presenza del figlio minore, a condotte denigratorie. Dal maggio 2020 al febbraio 2021, con abitualità, avrebbe apostrofato la propria convivente con vari epiteti fino alla minaccia più grave: “è meglio se vado via, altrimenti ti ammazzo. Tra di noi finisce male. L’unica strada è quella di ucciderti”. Altro che 8 marzo, feste e mimose. Sempre se le accuse dovessero essere confermate. Ma non è tutto. Stando all’imputazione il 34 enne, durante la gravidanza della compagna, l’avrebbe colpita con un pugno sul viso. Nel mese di ottobre, per futili motivi, avrebbe aggredito la giovane vittima sbattendole la testa sul fornello del gas e strappandole una ciocca di capelli. Lo scorso 14 febbraio, in seguito a una banale discussione, avrebbe afferrato la donna al collo per sbatterla contro una finestra dell’abitazione. Insomma una escalation di violenza secondo la Procura tanto da rendere necessaria una misura cautelare. Le condotte sono cessate quando la giovane si è decisa a denunciare tutto. Ora il 34 enne non potrà più avvicinarla e dovrà rispondere del reato di maltrattamenti in famiglia, con l’aggravante di aver posto in essere la presunta violenza davanti al figlio minore. Una brutta pagina di cronaca qualora il castello delle accuse venisse confermato nel corso delle indagini.

Andrea D’Aurelio

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