

Si aprono le porte del carcere per un 47enne di Sulmona condannato a quattro anni di reclusione per il reato di maltrattamenti in famiglia. La condanna inflitta nel 2024 dal tribunale di Sulmona è divenuta esecutiva. La Corte di Cassazione nei giorni scorsi ha rigettato il ricorso presentato dall’avvocato difensore Vittorio Supino del foro di Chieti. L’uomo è stato quindi rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Sulmona in esecuzione dell’ordine di carcerazione emesso dalla procura generale della Corte d’Appello dell’Aquila che lo scorso anno aveva confermato la sentenza del tribunale di Sulmona. Dagli atti d’indagine è venuto fuori che l’uomo aveva posto in essere condotte prevaricatrici nei confronti della sua ex moglie, alla presenza delle due figlie minori, con schiaffi e violenze fisiche ma anche con minacce. “Se mi lasci ti ammazzo. Prima le nostre figlie e poi te. In ospedale non ti riconoscerà nemmeno tua madre”- aveva detto il 47enne, sempre secondo l’accusa, presentando perfino richieste di denaro necessario a comprare la cocaina di cui era assuntore, omettendo di contribuire adeguatamente al mantenimento delle figlie. Il tutto, secondo la procura e la squadra anticrimine della polizia che si era occupata del caso, in un arco temporale che va dal 2011 all’11 giugno 2022, ovvero il giorno della lite, quando gli agenti del commissariato avevano allontanato l’imputato da casa, dopo la segnalazione partita da un vicino.


































