
Ci sono il compagno padrone che ha minacciato la sua ex di farsi “il 41bis con il sorriso” e il partner geloso e possessivo che, pur di evitare di perdere il controllo sulla propria compagna, l’ha inibita con i sedativi. Sono alcune delle delicate vicende, legate alla violenza di genere, finite sotto la lente della Procura della Repubblica di Sulmona che presenta il conto nella settimana dedicata al contrasto della violenza sulle donne. Solo nel 2025 sono dodici i provvedimenti adottati dal Tribunale di Sulmona, su richiesta dei magistrati. Si tratta di divieti di avviamento con braccialetto elettronico o divieti di dimora. Per tre indagati è stata scelta la misura estrema della custodia cautelari in carcere. Le misure cautelari sono stabili rispetto al 2024 quando erano stati eseguiti undici provvedimenti. La violenza di genere, nonostante la sensibilizzazione, non arretra e il più delle volte è figlio di un retaggio culturale. La raccomandazione delle autorità inquirenti è quella di denunciare al primo segnale. La violenza infatti non esplode mai dalla sera alla mattina ma ha sempre un escalation. Troppi i casi ancora sommersi. “Mio marito è stato già rinviato a giudizio per avermi spinto sulle scale e avermi riempita di botte. Continua a infastidirmi e a minacciarmi”- si sfoga Giuliana (nome di fantasia). “Mi auguro che i provvedimenti siano sempre più fermi e severi’- aggiunge. Tra i casi più rilevanti figurano la violenza sessuale in un negozio in centro, le minori palpeggiate la notte di capodanno, la compagna presa a sessate durante la gravidanza e la dodicenne abusata e ricattata con i video. Caso quest’ultimo classificato in realtà come abusi durante età infantile anziché violenza di genere









