
SULMONA. Altri pignoramenti sui conti correnti del Cogesa, la società che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti in centro Abruzzo, a seguito delle vertenze dei dipendenti relative all’inquadramento professionale. A battere cassa nei giorni scorsi è stato un altro dipendente che aveva chiesto il riconoscimento di un livello superiore. In totale sono stati tre i dipendenti della partecipata che hanno pignorato circa 400 mila euro, a seguito dei contenziosi che si sono aperti. Nei mesi scorsi erano state avviate interlocuzioni con i lavoratori in questione per individuare una soluzione conciliativa. La proposta della società è stata però rifiutata dai dipendenti, che hanno quindi avanzato una controproposta, tuttavia non percorribile per Cogesa. Non essendo stato raggiunto alcun accordo, è stato emesso un atto di precetto che non ha portato ad alcuna conciliazione. A questo punto è scattato il pignoramento, con un effetto immediato sulle disponibilità finanziarie della società. Vista la situazione, i pagamenti di tredicesima e stipendi dei dipendenti sono a rischio. Nei prossimi giorni sono attese ulteriori vertenze, che potrebbero comportare nuove azioni legali e ulteriori pignoramenti di rilievo. Il clima resta teso all’interno della partecipata peligna che, nelle scorse settimana, aveva proclamato lo stato di agitazione dopo il via libera del Comune di Sulmona ad espletare la gara europea per la gestione del servizio rifiuti. Proprio su questo argomento è stato convocato per domani il consiglio comunale straordinario nel corso del quale i lavoratori, in stato di agitazione, parteciperanno in massa. “A distanza di oltre 4 mesi dalle richieste di incontro – dichiarano i sindacati – e trascorso più di un mese dal tentativo di conciliazione tenutosi presso la Prefettura durante il quale era stato richiesto all’amministrazione comunale di revocare la delibera di consiglio, apprendiamo dagli organi di stampa, che il presidente del consiglio del Comune di Sulmona avrebbe deciso di non invitare al consiglio straordinario le consigliere e i consiglieri regionali del territorio, i rappresentanti istituzionali nazionali, i sindaci soci del Cogesa, il presidente e il direttore dell’Agir”. Una decisione inspiegabile per le sigle sindacali, soprattutto in questa fase storica che, spiegano, “porterà ad un nuovo modello organizzativo del sistema di igiene urbana, anche alla luce dell’impegno ottenuto in sede prefettizia, a togliere dalla bozza delle linee guida la previsione della gara a doppio oggetto con l’affidamento al privato del 49%”.









