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SULMONA – L’autore sostiene di essere stato ricattato e minacciato e il film di rilievo nazionale, dedicato alla violenza sulle donne che sarà ambientato a Sulmona, cambia nome. Da “La Soglia del Silenzio” a “Il Muro del silenzio”. Il tutto per una serie di rivendicazioni e messaggi minatori che il sulmonese Ezio Forsano non vuole lasciare al caso tant’è che ha dato mandato al suo avvocato, Catia Puglielli, di adire le vie legali, depositando anche un esposto presso gli uffici del locale Commissariato. Il prestigioso progetto, che porterà alla ribalta Sulmona, avrà quindi una coda giudiziaria. L’iniziativa, che ha avuto il benestare della commissione parlamentare d’inchiesta contro il femminicidio, prevede la realizzazione di un docufilm, che verrà realizzato tra Sulmona e
Pescara e che poi sarà divulgato nelle scuole italiane come prodotto di sensibilizzazione. Ma, come avviene solitamente, ogni progetto che vale si scontra con ostacoli e difficoltà. Il fuori programma si è verificato nelle scorse settimane. “Dopo aver creato il gruppo attori e attrici ho contattato una donna di Napoli, responsabile di
una compagnia teatrale e regista, chiedendo la sua collaborazione gratuita per la regia del film”- spiega Forzano- “inizialmente la condivisione del progetto fu totale. Lentamente però mi accorgevo di situazioni che mi allarmavano. Fino ad arrivare alla scorsa settimana. Notavo sui social alcuni post della signora un po’ troppo ‘particolari’. Richiamavo più volte la stessa, ricordandole che in questo momento e per il ruolo che ricopriva,
di contenersi sui social. Nella settimana che va dal 12 al 19 luglio la situazione prende una piega inaspettata. Un giorno ho visto un post decisamente troppo spinto dove la donna esortava le sue amicizie femminili a postare
nei commenti foto sexy. A quel punto telefonavo immediatamente alla stessa chiedendo di fermarsi. Per tutta risposta venivo apostrofato con frasi decisamente poco eleganti e che ella poteva fare quello che voleva. Nulla in
contrario le rispondevo, ricordandole che però in questo momento eravamo sotto la lente di ingrandimento di Associazioni anti violenza, figure istituzionali di rilievo e tantissime donne. Dopo quel momento sono iniziati i problemi. La signora mi confermava che il progetto sarebbe diventato suo confermando addirittura la paternità e avrebbe girato il film a Napoli tra l’altro ricattandomi esplicitamente di non far venire a Sulmona figure
che erano in precedenza inserite nel progetto”. L’autore non ci sta anche perchè da tempo si è messa in piedi a Sulmona la macchina dei preparativi, dei provini e delle selezioni. Da qui la decisione di chiedere aiuto alla giustizia. “E’ una continuazione di messaggi e minacce di paternità del prodotto che la donna dichiara sia suo. Sono strato costretto dietro pressioni a modificarne il titolo originale”- conclude l’autore che non demorde e va avanti con il progetto che- assicura- darà lustro alla città di Sulmona. Una vicenda sui generis che rasenta il paradosso soprattutto se la denuncia di Forsano troverà riscontro in sede legale.

Andrea D’Aurelio

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