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SULMONA – “E’ inconcepibile che sul Parco Nazionale della Majella una montagna bruci per tre settimane. E’ una cosa inusuale. Vuol dire che è mancato il coordinamento degli interventi sul territorio”. Lo afferma nello speciale di Onda Tg Giuseppe Croce, già Comandante Generale del Corpo Forestale dello Stato che ha osservato, dietro le quinte, l’evoluzione dell’incendio sul Morrone che in venti giorni ha bruciato circa 2000 ettari di bosco. A distanza di tempo ci si lecca ancora le ferite e Croce punta il dito contro la riforma e la diversa concezione della Forestale. Secondo l’ex Comandante poche squadre da terra sono state inviate nei punti di maggiore pericolo. “Solo lo specialista che ha affinato questa tecnica può anticipare le mosse dell’incendio”- interviene Croce- ricordando che il Corpo Forestale dello Stato aveva la prerogativa del pronto intervento. “Gli incendi vanno spenti sul nascere. Quando arrivano elicotteri e aerei la battaglia è già persa. Ecco perché la presenza puntuale della Forestale era fondamentale. Appena si sviluppava un incendio arrivava sul territorio e provvedeva allo spegnimento. Dove il rogo aveva una evoluzione più importante si chiamava l’aereo che può operare in connessione con la squadra da terra”- continua Croce che non ha risparmiato pesanti attacchi ai parlamentari e al governo per la riforma che ha accorpato i Carabinieri alla Forestale, soprattutto in relazione ai costi dell’emergenza incendio, molto lontani dalla razionalizzazione e dal risparmio che si sbandierava. Lo speciale di Onda Tg è disponibile sul nostro canale youtube.

Andrea D’Aurelio

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