
Si svolgerà domani ( mercoledì, ndr) l’autopsia di Simone e
Alessio Gentile, fratelli di 45 e 41 anni, morti in un incidente stradale avvenuto a Castel del Giudice, in provincia di Isernia. Lo ha deciso il sostituto procuratore della Repubblica di Isernia Marco Gaetana che ha conferito l’incarico all’anatomopatologo Massimiliano Guerriero. Le salme sono state trasferite nell’ospedale molisano. La procura nei prossimi giorni individuerá anche un perito tecnico per ricostruire la dinamica del tragico incidente. E’ proprio su questo punto che si concentra la richiesta dei familiari che si sono affidati all’avvocato Alessandro Margiotta. “Non sappiamo che cosa è successo. Chiederemo formalmente una perizia sulla strada perché non si può morire così”- commentano i familiari straziati dal dolore. L’ipotesi più accreditata rimane quella dell’attraversamento di un animale come pure non si può escludere il malore alla guida del conducente. L’accertamento tecnico tuttavia servirà anche per esaminare lo stato del veicolo, la velocità e le condizioni della strada per escludere eventuali insidie. I primi rilievi dei carabinieri hanno chiarito che si è trattato di un incidente autonomo. Anche su questo però la perizia dovrà fare luce. Simone e Alessio vivevano e lavoravano in Molise, dove erano cresciuti prima di trasferirsi nel piccolo borgo dell’Alto Molise.
L’incidente è avvenuto sabato sera, dopo le 23, lungo la bretella della zona artigianale del paese. I due viaggiavano a bordo di un’Audi A3 che, per cause ancora in corso di accertamento, è uscita di
strada e si è ribaltata. Uno dei due fratelli sarebbe morto sul colpo, mentre l’altro è deceduto durante il trasferimento all’ospedale di Isernia. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 di Agnone, i Vigili del fuoco e le forze dell’ordine, che hanno effettuato i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dello schianto. Simone e Alessio Gentile erano nipoti del sindaco di Castel del Giudice, Lino Gentile, anche lui
sulmonese. Il lutto ha colpito profondamente il paese molisano, dove i due fratelli erano conosciuti e
impegnati nella vita della comunità, ma anche Sulmona e la Valle Peligna. Simone, il fratello maggiore, era un imprenditore conosciuto e apprezzato. Lascia la moglie e due bambini. Alessio, il più giovane, era commercialista, conosciutissimo e benvoluto da tutti per la sua disponibilità e la sua bontà. Era impegnato nelle attività delle cooperative di comunità e tornava spesso a Sulmona come ricorda la sua barista di fiducia. «Ogni volta che rientrava passava per la colazione. Oggi siamo tutti scossi», dice la donna.


































