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SULMONA – Nasce alle 9,30 del 23 agosto al punto nascita dell’Annunziata e dopo dieci minuti entra in crisi respiratoria con cianosi al volto e ipotono generalizzato. Momenti di panico all’ospedale cittadino per un neonato che dopo il tempestivo intervento dei sanitari, è stato trasportato con elisoccorso al San Salvatore dell’Aquila dove è ricoverato nel reparto di terapia intensiva. Tutto era filato liscio fino al parto. In una manciata di minuti la situazione si è complicata. Con un lavoro di squadra fra i reparti di rianimazione, ginecologia e pediatria il bimbo è stato prima intubato e poi stabilizzato nel migliore dei modi. Un intervento eseguito con solerzia e rapidità. Le condizioni del neonato, stando alle ultime informazioni, dovrebbero essere stabili, anche se la prognosi è ancora da sciogliere. Si tratta dell’ennesimo caso che riaccende i riflettori sulla riorganizzazione della rete ospedaliera in Abruzzo. “Mi sono ritrovato a gestire l’emergenza assieme a un’infermiera e a un’operatrice sanitaria dopo aver fatto il turno di notte”- racconta il responsabile del reparto di pediatria Massimo Cinque. “Non si può continuare ad operare in queste condizioni, ne vale la salute e la vita dei pazienti, in questo caso dei bambini”, tuona il medico. Il reparto di pediatria al momento conta complessivamente quattro medici, uno di essi però è pronto a fare le valigie. Bene gli sforzi per potenziare l’ospedale di Sulmona, ma il potenziamento non si fa con le chiacchiere.

Andrea D’Aurelio

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