
Dalla mancanza di ambulanze per il trasferimento urgente alla diagnosi discordante ed errata. Si allarga la denuncia sul bimbo di dieci anni che, nei giorni scorsi, era arrivato con quattro ore di ritardo nell’ospedale di Pescara, dal momento che le uniche due ambulanze in dotazione alla Asl non erano disponibili. Con un mezzo avuto in prestito da un’associazione, il minore è arrivato nell’ospedale Santo Spirito dove è stato sottoposto ad un intervento urgente e ricoverato in rianimazione. Tuttora si trova sotto osservazione ma ieri i medici lo hanno estubato. La madre, avvocata del foro di Sulmona, non ha alcuna intenzione di lasciare le cose al caso. “Nella denuncia oltre alla carenza di ambulanze, chiedo di ricostruire le fasi della gestione del paziente perché nelle scorse settimane in due occasioni avevo portato mio figlio in ospedale e il giorno del ricovero avevano diagnosticato un’appendicite. Diagnosi che non è stata confermata dall’ospedale di Pescara”- commenta la madre.









