
La vicenda dei lavori all’ospedale di Popoli Terme continua a sollevare interrogativi e tensioni. A denunciarlo è il consigliere regionale Antonio Di Marco, che da mesi chiede chiarezza sui ritardi accumulati nel cantiere di ristrutturazione del presidio ospedaliero, oggi fermo al 30% dell’avanzamento previsto. Un’opera strategica per il territorio, che invece procede a passo lentissimo, costringendo pazienti e operatori sanitari a convivere con disagi e incertezze. “È inaccettabile che un cantiere così importante sia praticamente bloccato, mentre cittadini e personale vivono difficoltà quotidiane”, ha dichiarato Di Marco nel corso di una conferenza stampa. Il consigliere ricorda come già lo scorso 22 luglio avesse chiesto informazioni chiare e tecniche sullo stato dei lavori, dopo che una risoluzione votata all’unanimità in Commissione sembrava promettere tempi rapidi e più attenzione. Da allora, però, tutto è rimasto fermo. Per ottenere risposte, Di Marco afferma di aver inviato ben 24 PEC alla Direzione della ASL, alla ditta responsabile dei lavori, e per conoscenza al presidente Marsilio e al sindaco. Nessuna risposta. Solo nei giorni scorsi, dopo mesi di silenzio, si è tenuto un sopralluogo con tutti i soggetti coinvolti, quando i lavori avrebbero dovuto essere già completati da quattro mesi. “Mi è arrivata solo una lettera della ditta che mi invita a non occuparmi dell’ospedale di Popoli Terme. Se non fosse tutto vero, sarebbe perfino surreale”, commenta Di Marco. E aggiunge: “Io sto esercitando un diritto e un dovere istituzionale. È compito di un consigliere regionale vigilare sull’uso dei fondi pubblici e sulle opere che riguardano la salute dei cittadini”. La motivazione ufficiale del blocco sarebbe una generica “anomalia progettuale”, emersa soltanto adesso e mai comunicata prima alla comunità. Intanto, nel presidio sanitario si continua a lavorare in condizioni complicate e non più sostenibili. Per Di Marco, non è solo una questione tecnica, ma anche — e soprattutto — di trasparenza e responsabilità: “Un silenzio così lungo è un’offesa ai pazienti, al personale sanitario e al Consiglio regionale che aveva sostenuto la mia richiesta. Pretendiamo risposte chiare: lo stato reale del cantiere, i motivi dei ritardi, i tempi certi di consegna e la presenza giornaliera delle maestranze”. La richiesta è netta: basta rinvii, basta rimpalli. L’ospedale non è un cantiere qualunque e la salute non può aspettare. Ogni giorno perso pesa sulla vita delle persone e su un territorio che da sempre considera Popoli Terme un presidio fondamentale. “Continuerò a occuparmene fino a quando tutto non sarà trasparente — conclude Di Marco —. La ditta e la ASL hanno il dovere di collaborare, non di sottrarsi al confronto. Qui è in gioco la fiducia di una comunità intera”.









