
Sarà pronta per la primavera 2026 la nuova struttura ospedaliera che la Asl sta realizzando al posto dell’ala vecchia dell’ospedale di Sulmona. Nel nuovo complesso saranno trasferiti gli uffici amministrativi della palazzina De Chellis, compreso il Cup di viale Mazzini, per il quale cessa l’odissea. Ad annunciarlo questa mattina è stato il direttore generale dell’azienda, Paolo Costanzi, che ha visitato l’ospedale di Sulmona alla presenza del sindaco Luca Tirabassi, del suo vice Mauro Tirabassi, della vice presidente del consiglio regionale Marianna Scoccia, della consigliera regionale Maria Assunta Rossi, del presidente del consiglio comunale Franco Di Rocco. “Questa è la mia terza visita istituzionale, svolta senza clamori. Quando vedremo la fine dei lavori, sicuramente nella primavera prossima avremo una nuova struttura con un CUP molto confortevole, progettata secondo criteri moderni”- annuncia Costanzi per poi toccare anche l’argomento dei locali abusivi. “Li stiamo sottoponendo alle verifiche tecniche: sto approfondendo la situazione per capire quali irregolarità siano fondate. Inoltre si libereranno altri spazi nell’ala Bolino, dove prevediamo di collocare l’area amministrativa e la direzione sanitaria”. Resta fermo il piano sui nuovi mezzi di emergenza. “Sulle ambulanze mi sono attivato da subito: è stato uno dei primi dossier che ho affrontato. Arriveremo a 14 ambulanze in tutti i presidi della ASL; il parco mezzi è vetusto e lo sostituiremo. Non è semplice reperire ambulanze a noleggio, perché si tratta di mezzi speciali. Intanto negli ospedali, anche a Sulmona, si investirà anche sulla sicurezza degli operatori sanitari, dopo le minacce alla dottoressa del pronto soccorso. “Per quanto riguarda il posto di polizia, al momento non è presente: affronteremo la situazione con il Questore. Il posto fisso dipende anche dalla disponibilità delle forze dell’ordine; mi attiverò per ripristinarlo, oppure per prevedere una guardia giurata armata”- promette il manager Asl. Sul punto nascite, nel 2024 sono nati 127 bambini nella struttura, mentre nel territorio complessivamente 306. “Certo, si può fare di più, ma siamo lontani dai 500 nati richiesti dal decreto. Non si chiude nulla: sto redigendo l’atto aziendale. In questi giorni è in pubblicazione l’avviso per un ginecologo. Un bando triennale rappresenta una scelta di vita, un incarico di sei mesi no: questo è ciò che ho fatto finora. Arriveranno anche specializzandi per l’attività clinica. Stiamo facendo l’impossibile. Per il punto nascite garantiamo i turni notturni con prestazioni fornite anche dall’Ospedale di Teramo”- sottolinea Costanzi, annunciando che fin da subito saranno emanati concorsi per reclutare personale medico a tempo determinato per un periodo di tre anni anziché di sei mesi, sperando di intercettare nuove risorse umane. La situazione resta critica soprattutto in pronto soccorso, dove il manager ha cominciato la sua visita: tre medici in pianta stabile, uno con orario ridotto e altri due con contratti di collaborazione individuale dopo il pensionamento. Il rischio è quello di una nuova emergenza sanitaria per le festività natalizie










