
“Denunciare non è stato facile. È stato un atto di sopravvivenza, un grido per riprendermi la mia voce, la mia libertà, la mia dignità. La violenza non è mai colpa nostra. Denunciare è un atto di amore verso sé stesse, è un modo per dire io merito di vivere”. È un passaggio della lettera aperta che una 28enne di Sulmona ha rivolto a tutte le vittime di violenza nella giornata dedicata. Lei che nei mesi scorsi aveva denunciato di essere stata palpeggiata e minacciata in un negozio. Per il presunto autore della violenza sessuale è stato chiesto il rinvio a giudizio della Procura. Di seguito la lettera. “Oggi, in questa giornata dedicata a tutte le donne che hanno sofferto in silenzio, apro il mio cuore.
Lo apro con le mani e la voce che ancora tremano. Scrivo queste parole per tutte le donne che, come me, hanno conosciuto la paura, il silenzio, la vergogna e la solitudine che spesso accompagnano la violenza. Per un anno, e da quasi un anno, la mia vita è stata travolta. Un anno in cui una persona adulta, estranea alla mia vita e al mio mondo, ha tentato di togliermi la serenità, la libertà. Ho vissuto nella paura, nella vergogna, nel continuo tentativo di sopravvivere a qualcosa che non avrei mai dovuto affrontare. Ma un giorno, a marzo, ho trovato una scintilla dentro di me.
Non so da dove sia arrivata: forse dal mio corpo stanco, forse dal mio cuore pieno di graffi, forse da una parte di me che non aveva mai smesso di difendersi.
E quella scintilla mi ha portata a fare la mia prima denuncia.
Poi le altre due, perché la mia vita valeva più della mia paura. Denunciare non è stato facile, ripercorrere tutto ogni volta. È stato un atto di sopravvivenza, un grido per riprendermi la mia voce, la mia libertà, la mia dignità. Tra meno di un mese ci sarà l’udienza preliminare. È un momento che attendo con un misto di dolore, forza e speranza.
Non so come andrà, ma so che ogni passo verso la giustizia è un passo verso la guarigione. A chi sta vivendo la paura, voglio dire: non lasciate che vi spengano. Cercate aiuto, denunciate, credete nella possibilità di ricominciare. Io ci sto provando, ogni giorno. E ogni giorno, un po’ alla volta, mi riprendo la mia vita. La violenza non è mai colpa vostra.
Abbiate il coraggio di denunciare, anche se la voce trema, anche se il mondo sembra non ascoltare.
Denunciare è un atto di amore verso sé stesse, è un modo per dire: “Io merito di vivere. Io merito di essere libera.”
Perché nessuno ha il diritto di distruggere ciò che siamo, chiunque esso sia.
E perché ogni donna che trova il coraggio di dire “basta” apre la strada anche per tutte le altre.
Io ce l’ho fatta ad alzarmi. E oggi, mentre scrivo queste parole, sento la mia forza crescere insieme alla speranza che anche un’altra donna, leggendo, possa trovare la sua.E ricordo: il coraggio non è non avere paura, è scegliere di andare avanti anche con la paura nel cuore”









