
Non sono più direttore della Asp due da diverso tempo. Non si fa attendere la replica dell’assessore, Alessandro Pantaleo, al Pd in merito alla caserma dei vigili del fuoco. Di seguito la nota:
In riferimento al comunicato del Partito Democratico di Sulmona sulla nuova caserma dei Vigili del Fuoco, mi vedo costretto a intervenire per ristabilire un minimo di verità, viste le accuse infondate e il tono moralista di chi per anni ha avuto responsabilità amministrative senza produrre alcun risultato concreto.
Non accetto lezioni da un partito che – improvvisandosi urbanista, in una mattinata d’ispirazione – ha proposto di edificare un’infrastruttura strategica su terreni di proprietà privata, senza alcuna procedura ad evidenza pubblica, avviando un dibattito fondato su scelte opache e prive di qualsiasi visione urbanistica. Parlano di conflitti d’interesse proprio coloro che li hanno alimentati per anni in ogni ambito della cosa pubblica.
Sul presunto conflitto d’interesse, rigetto fermamente ogni insinuazione:non sono più Direttore dell’ASP da tempo e ho cessato formalmente ogni funzione diretta gestionale. Oggi il mio ruolo è quello di semplice collaboratore, senza alcun rapporto di dipendenza o potere decisionale all’interno dell’azienda. Parlare di conflitto d’interesse è dunque non solo infondato, ma anche strumentale: una sterile polemica utile solo a dire il male, senza alcun fondamento reale.
È bene precisare, inoltre, che ogni mia attività relativa a questa vicenda è avvenuta in virtù della delega che mi è stata conferita in materia di patrimonio. In qualità di Assessore, ho operato nel rispetto del ruolo istituzionale che mi compete, in quanto si tratta dell’acquisizione di terreni da parte del Comune di Sulmona dall’ASP – Azienda pubblica della provincia dell’Aquila – di cui lo stesso Comune fa parte, sedendo formalmente nell’Assemblea dei portatori di interesse. Ogni azione è quindi avvenuta in modo trasparente, nel solco delle prerogative amministrative e in piena coerenza con il mandato ricevuto.
L’individuazione dell’area della Badia è una scelta solida, condivisa e storicamente consolidata.
Il terreno presso la Badia morronese non è una mia trovata dell’ultimo minuto né animata da fantomatici conflitti di interesse. È il sito originariamente individuato nell’anno 2003, oggetto poi di ben due manifestazioni d’interesse da parte del Ministero e successivamente oggetto di diversi incontri tra il Comune, Vigili del Fuoco, Demanio e ASP ai tempi dell’amministrazione Casini.
È bene ricordare agli esponenti Pd che l’alienazione dei terreni, inseriti nel patrimonio disponibile dell’ente, è stata determinata proprio dalla volontà di edificare la nuova caserma in quell’area; seguendo la procedura che ha visto coinvolto lo stesso Comune di Sulmona in quanto siede nell’Assemblea dei portatori di interesse di ASP, che ha dovuto deliberare sull’argomento.
Ma soprattutto – e qui il Pd dovrebbe fare chiarezza con sé stesso – anche l’ex sindaco Gianfranco Di Piero aveva sostenuto quell’area. È stato poi lo stesso Pd a cercare di smentire quella scelta attraverso un’inutile delibera di consiglio comunale, smentita puntualmente in sede di commissione consiliare sia dal punto di vista tecnico, sia dall’ex assessore Sergio Berardi, che aveva riconosciuto l’impossibilità di procedere sui siti individuati dal Pd.
E aggiungo, con doverosa franchezza, che se l’individuazione dell’area da parte dei Vigili del Fuoco – basata su criteri tecnici e storici – dovesse essere ritenuta “sospetta”, allora risulterebbe grottesco che gli stessi terreni che il Pd oggi critica erano considerati così strategici dai loro stessi esponenti fino a ieri, da suscitare addirittura indignazione quando si è osato metterli in discussione.
Questa doppia morale è il vero cortocircuito che andrebbe spiegato alla città.
È stato proprio a causa dell’approssimazione e della discontinuità politica del Pd se le risorse originariamente destinate alla caserma sono oggi uscite dalla programmazione triennale da parte del Ministero. Un danno concreto e misurabile per la città.
Tanto che la proposta alternativa dell’area individuata dal Pd, sostenuta da chi oggi finge di difendere l’interesse collettivo, è tecnicamente irrealizzabile: il demanio aveva individuato l’area prossima a Campo 78, che ha ricevuto diversi vincoli e prescrizioni da parte della Soprintendenza, rendendo impossibile realizzare lì un’infrastruttura operativa e funzionale.
Non sono alla ricerca di alcuna visibilità tanto che non ho fatto nessun comunicato o quanto attribuito indebitamente dal Pd, sto operando con serietà affinché le politiche finalmente vengano realizzate in città.
Dopo oltre vent’anni di promesse e rinvii, è arrivato il momento di fare ciò che serve alla città.
La caserma dei Vigili del Fuoco si farà dove si deve fare, nel rispetto della storia del progetto, delle indicazioni tecniche e degli interessi della collettività. E non secondo gli umori estemporanei di chi ha avuto tutte le occasioni e le ha sistematicamente sprecate.
Il Pd, invece di attaccare chi lavora concretamente per sbloccare un’opera essenziale, ha perso ancora una volta l’occasione di stare dalla parte della città e della sua sicurezza.


































