banner
banner

SULMONA – Per il cambio di una serratura si può finire anche in Procura o comunque ci vanno di mezzo gli avvocati. Incredibile ma vero. Il blitz eseguito l’altro ieri nella sede del Pd di Sulmona è destinato a far parlare ancora. Per gli iscritti del circolo, quelli più vicini all’ex sindaco Bruno Di Masci, non ci stanno ad abbassare i toni e a far passare tutto in sordina. Non c’è nulla di illecito, sia chiaro, nel cambio di una serratura dal momento che la proprietà dell’immobile è della Fondazione Abruzzo Riforme e il titolare del contratto di affitto è il tesoriere provinciale del partito, incarico ricoperto fino ad aprile 2019 dal sulmonese Roberto Spinosa ma con le dimissioni è stato assorbito dal Segretario Provinciale, Francesco Piacente, ora commissario dello stesso circolo. Non si configurerebbe quindi alcun reato dal punto di vista contrattuale. D’altronde fonti vicine alla Segreteria provinciale spiegano che l’atto eseguito non è contro qualcuno ma è semplicemente dovuto e segue il provvedimento di commissariamento del circolo, scaturito dalle dimissioni di cinque componenti della segreteria, dopo che i tre consiglieri dem hanno dato l’appoggio alla Giunta del sindaco, Annamaria Casini. Ma la contromossa dei dimasciani è proprio quella di interpellare la Procura per il modo in cui è stato applicato il cambio delle chiavi. “Abbiamo ancora i nostri effetti personali all’interno della sede: carte, documenti che sono stati di fatto “sequestrati”. Bastava fare una telefonata al Segretario uscente per permettere a tutti di organizzarsi di conseguenza”- intervengono alcuni iscritti vicini a Di Masci intenzionati ad adire le vie legali. E il cambio della serratura non ha fatto altro che gettare benzina sul fuoco. Ora si spera però che il dibattito politico in seno al Pd si risollevi presto. Perché elettori e non vogliono conoscere idee, progetti e nuove opportunità. Poco importa chi tiene le chiavi.

Andrea D’Aurelio

Lascia un commento