
Finisce davanti al gip il caso della presunta falsità ideologica per la pensione ridotta all’ex docente sulmonese. Il sostituito procuratore della Repubblica, Edoardo Mariotti, ha presentato la richiesta di archiviazione, chiedendo al giudice per le indagini preliminari di scagionare la preside dell’istituto Patini-Liberatore di Castel di Sangro che è finita sotto inchiesta come atto dovuto. Per la Procura manca il dolo e quindi non ci sono ragionevoli previsioni di condanna. Una decisione che non trova d’accordo l’ex docente, pronto ad opporsi e quindi a trascinare il caso davanti al gip. I fatti risalgono al 2018 quando Frattolillo presenta regolare domanda di permanenza in servizio nel liceo scientifico “Patini” di Castel di Sangro. La richiesta era stata protocollata con due giorni di ritardo rispetto alla scadenza ufficiale. Secondo l’ex docente, la data sulla domanda sarebbe stata modificata a penna, senza firma, timbro o annotazione formale. Frattolillo, nel frattempo, aveva presentato anche una domanda di riscatto del titolo di studio all’INPS. Tuttavia, nel gennaio 2020, la richiesta era stata rigettata senza motivazione formale, portando all’esclusione del professore dalle graduatorie scolastiche e al mancato riconoscimento di contributi pensionistici rilevanti. Nel 2025, dopo sei anni di vertenze legali, il giudice del lavoro, Alessandra De Marco, aveva accolto la richiesta di riscatto del docente, confermando la legittimità delle sue rivendicazioni. Ma il danno era ormai fatto: Frattolillo era stato escluso dal servizio e dalla pensione, senza mai ottenere risposta dalle autorità competenti. A peggiorare il quadro, secondo quanto emerge nella denuncia, il Ministero dell’Istruzione (MIUR) “avrebbe prodotto un foglio matricolare incompleto, omettendo ben 14 anni di servizio (dal 1976 al 1990)”. Tuttavia la denuncia non ha avuto riscontri per il pm. Ma l’ultima parola spetterà al gip









