
Aveva ingannato la moglie, costringendola a dormire in auto, picchiandola con calci e pugni. Per un 51enne di Sulmona si sono aperte le porte del carcere di Cagliari. La Procura della Repubblica ha infatti emesso l’ordine di carcerazione poiché l’uomo deve scontare la pena residua di tre anni e otto mesi di reclusione per i maltrattamenti in famiglia. Reato ostativo perché commesso anche ai danni e in presenza delle figlie minori. Per questo, una volta rintracciato, l’uomo è stato rinchiuso in carcere. La condanna in primo grado, a quattro anni e sei mesi di reclusione, era arrivata nel 2024. Poi il 51enne si era trasferito in Sardegna, facendo perdere le tracce e interrompendo anche i contatti con il suo legale. La giustizia, alla fine, gli ha presentato il conto. I fatti sono avvenuti a Sulmona e, secondo l’accusa, l’uomo aveva maltrattato moglie e figlie per 18 anni di fila attraverso una serie di condotte prevaricatrici e dominanti che avevano costretto le vittime a modificare lo stile di vita. Dai piatti in faccia che lanciava contro la donna ai calci e ai pugni che le sferrava fino alle continue richieste di denaro che la sua ex era costretta ad avanzare alla madre viste le difficoltà. Ma non è tutto. L’uomo addirittura si era inventato di essere corsista della polizia penitenziaria, acquistando divisa e pistola su internet, costringendo la donna a dormire in auto per i turni di notte che doveva svolgere. Tutto inventato almeno secondo quanto venuto fuori nel corso delle indagini della squadra anticrimine della polizia che aveva provato maltrattamenti abituali dal 2002 al 2020. La pena inflitta dal Tribunale era stata di quattro anni e mezzo, oltre al risarcimento da quantificare in separate sede e all’interdizione dai pubblici ufficiali. Pena ridotta di un sesto dal momento che la sentenza non è stata impugnata ma comunque l’uomo dovrà scontarla dietro le sbarre






























