
SULMONA – Crescono le richieste di aiuto e le prese in carico legate alla violenza di genere nel territorio di Sulmona. A confermarlo sono i dati annuali diffusi dal Centro antiviolenza “La Libellula” e dalla Casa Rifugio gestiti dalla Cooperativa Sociale Horizon Service, che delineano un quadro in cui aumentano la consapevolezza, l’emersione del fenomeno e il bisogno di protezione per donne e minori. Dal 2008 al 2025 il Centro antiviolenza “La Libellula” ha seguito 662 donne, mentre nel solo 2025 si registrano 57 segnalazioni e 67 prese in carico, confermando un trend in costante aumento negli anni. Una crescita attribuita alle attività di sensibilizzazione svolte sul territorio e alla maggiore consapevolezza della popolazione. La maggior parte delle donne accolte è di nazionalità italiana (82%), seguite da donne rumene (6%) e albanesi (3%), mentre le altre provengono da Paesi extraeuropei. La fascia d’età più rappresentata è quella 30-45 anni (53%), ma colpisce il dato relativo alle più giovani: il 18% delle richieste di aiuto arriva da donne tra i 18 e i 29 anni, un segnale della crescente informazione sui servizi disponibili e di un maggior riconoscimento delle situazioni di abuso, anche quando vissute nella famiglia di origine. Il fenomeno, confermano i dati, è trasversale: molte donne hanno un diploma superiore e alcune una laurea. Sul fronte lavorativo, il 46% è occupata mentre il 43% è disoccupata, un elemento che evidenzia come la mancanza di autonomia economica resti uno dei principali ostacoli all’uscita dal maltrattamento e, allo stesso tempo, una delle forme più frequenti di controllo da parte dell’autore di violenza. Il luogo più pericoloso si conferma la casa: nel 92% dei casi la violenza è agita da partner o ex partner, nel 7% da familiari e solo nell’1% da conoscenti o sconosciuti. In tutte le situazioni in cui sono presenti figli emerge la violenza assistita, che coinvolge la totalità dei minori delle donne prese in carico. L’intervento del Centro avviene sempre in stretta sinergia con la rete territoriale: forze dell’ordine, pronto soccorso, servizi sociali, tutela minori, neuropsichiatria infantile, Csm e Serd. Accanto all’attività del Centro, la Casa Rifugio, attiva dal 2005, rappresenta uno dei presidi più importanti della Valle Peligna: in 20 anni ha ospitato 67 donne e 81 minori. Nel 2025 le accoglienze sono state 4 donne e 6 bambini, tutti di origine straniera. La struttura accoglie spesso donne con scarse reti familiari di supporto o isolate dal partner violento, una condizione che riguarda anche molte donne italiane prese in carico. Grave il quadro che riguarda i minori: tutti i bambini ospitati hanno subito violenza assistita; 25 hanno sperimentato direttamente maltrattamenti e 5 anche abusi sessuali. Degli 81 minori seguiti dal 2005, 63 sono stati affidati dal Tribunale per i Minorenni ai servizi territoriali; in molti casi è stata disposta la sospensione della responsabilità genitoriale del padre e in 7 la decadenza. Nella struttura si lavora quotidianamente in collaborazione con la rete socio-sanitaria per costruire percorsi di cura individualizzati per madri e figli. L’attività del Centro Antiviolenza si estende anche oltre Sulmona grazie agli sportelli “Iride” di Pratola Peligna e Popoli Terme, attivi rispettivamente il lunedì pomeriggio e il martedì mattina, ospitati dai Comuni per garantire un servizio sempre più capillare alle comunità della Valle Peligna e dell’Alta Val Pescara. Quest’anno, infine, un traguardo simbolico: la Casa delle Donne compie 20 anni di attività, prima struttura rifugio attivata in Abruzzo e oggi punto di riferimento regionale per l’emersione, la protezione e il contrasto alla violenza domestica.









