
Preoccupazione per la salute degli animali e delle persone nell’area vicina al cantiere Snam di Case Pente, a Sulmona. A sollevare la questione sono Daniela Colaberardino, componente del comitato “Tutela dei cani peligni” e socia dell’U.G.D.A., insieme a Roland Hyso, proprietario di una fattoria situata nelle immediate vicinanze del cantiere. I due firmatari hanno inviato una lettera al sindaco Luca Tirabassi chiedendo un intervento urgente per asfaltare un tratto di circa 150 metri di Via Vecchia di Cansano, dall’incrocio con la strada per Pacentro fino alla postazione di controllo della sicurezza del cantiere. Secondo quanto riportato nel documento, quel tratto di strada viene attraversato quotidianamente da mezzi pesanti, trasporti eccezionali, camion per il rifornimento dei materiali e veicoli utilizzati dagli operai impegnati nei lavori della centrale Snam. Una situazione che, spiegano Colaberardino e Hyso, da oltre tre anni provocherebbe il continuo sollevamento di polvere e sabbia, con conseguenze dirette sulla qualità dell’aria respirata da residenti, lavoratori e animali presenti nella zona. Nella lettera si evidenzia come le polveri interessino il personale addetto alla sicurezza del cantiere, la famiglia che vive nella fattoria adiacente e anche otto cani ospitati all’interno di recinzioni prese in locazione. A sostegno della richiesta è stata allegata anche una relazione della ASL 1 Avezzano Sulmona L’Aquila, che dopo un sopralluogo avrebbe rilevato il sollevamento di “una significativa quantità di polveri” al passaggio dei mezzi, sottolineando possibili criticità sotto il profilo igienico-sanitario e ambientale, con ripercussioni sullo stato di salute degli animali. Per i firmatari, le osservazioni contenute nella relazione sanitaria riguarderebbero inevitabilmente anche le persone che frequentano o lavorano nell’area. Da qui la richiesta di un intervento rapido da parte dell’amministrazione comunale. Nel documento viene ricordato inoltre che Via Vecchia di Cansano è di proprietà comunale e che il sindaco, in qualità di autorità sanitaria locale, avrebbe il compito di intervenire per tutelare la salute pubblica. Colaberardino e Hyso auspicano quindi che il Comune, eventualmente insieme alla Snam, possa risolvere una situazione che, sostengono, si trascina ormai da troppo tempo.






























