
Una decina di cantieri sono ripartiti, altri 28 sono ancora fermi mentre sono decine e decine le pratiche in sospeso con istruttorie ancora da completare. Il Comune di Sulmona avvia la fase due per rilanciare la ricostruzione post sisma degli edifici privati. Dopo le diffide partite nei mesi scorsi, con l’ultimatum dei trenta giorni di tempo assegnati ai professionisti per presentare lo stato dell’arte degli aggregati, dagli uffici comunali di Palazzo San Francesco si passerà a vagliare le integrazioni documentali e, per la maggior parte dei casi, a “multare” le imprese non in regola. Si tratta di penali che oscillano da duemila a 150 mila euro e saranno calcolate in proporzione allo stato finale dei lavori. Il Comune insomma non si ferma visto il lento pede deambulare del post sisma in città con troppi cantieri ancora fermi e operai “fantasma”, nel senso che, nonostante l’impegno della conclusione dei lavori, mezzi e uomini non sono al lavoro. Tra gli aggregati ancora immobili c’è anche il consorzio di via Dorricci, a pochi metri dalla centrale piazza Garibaldi, dove un tempo sporgeva la famigerata grù poi rimossa. Gli ex amministratori comunali avevano esultato per il ripristino dell’immagine estetica senza preoccuparsi del destino di una decina di nuclei familiari che, dal 2009, sono fuori casa. “Stiamo andando avanti con la nostra linea. Alcuni cantieri sono ripartiti ma c’è ancora lavoro da fare”- rileva l’assessore Fabrizio Paolini. D’altronde il settore post sisma, con la rendicontazione dei fondi pubblici, da tempo è sotto la lente delle forze dell’ordine









