
La vertenza dei lavoratori precari della ASL 1 Avezzano Sulmona L’Aquila torna al centro del confronto politico e sindacale. In occasione del Consiglio comunale straordinario dedicato alla questione, CGIL Provincia dell’Aquila e FP CGIL Provincia dell’Aquila hanno diffuso una nota con cui chiedono l’avvio immediato di un tavolo tecnico-politico-sindacale per affrontare il tema dell’internalizzazione del personale esternalizzato. Secondo le organizzazioni sindacali, le recenti modifiche introdotte con la Legge di Bilancio 2026 aprirebbero finalmente la strada a procedure di reclutamento e stabilizzazione del personale impiegato nei servizi sanitari, socio-sanitari, tecnici e amministrativi esternalizzati. La normativa, spiegano CGIL e FP CGIL, consentirebbe agli enti del Servizio Sanitario Nazionale di valorizzare i lavoratori che hanno già prestato servizio per lunghi periodi all’interno delle aziende sanitarie, anche attraverso riserve di posti nei concorsi pubblici. Per il sindacato si tratta di un risultato importante ottenuto grazie al lavoro congiunto delle organizzazioni sindacali, degli esponenti politici e dei parlamentari del territorio. Tuttavia, secondo CGIL e FP CGIL, il rischio concreto è che questa possibilità rimanga soltanto teorica a causa dei limiti imposti alla spesa del personale dalla Regione Abruzzo. Nella nota viene infatti denunciato come la Regione continui a chiedere alle Asl il contenimento della spesa sul personale, in applicazione delle norme regionali e dei Programmi Operativi, nonostante la stessa Asl 1 stimi già uno sforamento di quasi quattro milioni di euro rispetto ai tetti previsti. Le organizzazioni sindacali sostengono però che l’internalizzazione del personale potrebbe produrre un effetto opposto, determinando un risparmio complessivo per il bilancio aziendale grazie alla riduzione dei costi sostenuti per appalti e servizi esternalizzati. Secondo uno studio elaborato da CGIL e FP CGIL, il trasferimento di queste attività all’interno della gestione diretta della Asl permetterebbe infatti di trasformare parte della spesa per beni e servizi in spesa per il personale, sfruttando le possibilità previste dalla normativa nazionale. Nel documento vengono richiamati anche il Decreto Legge 35 del 2019 e il Decreto Legge 73 del 2024, che consentirebbero alle Regioni, previo accordo con il Ministero della Salute e quello dell’Economia, di incrementare i tetti di spesa per il personale sanitario a fronte di una riduzione strutturale dei costi legati alle esternalizzazioni. Per CGIL e FP CGIL questa strada rappresenterebbe una soluzione concreta sia per garantire continuità occupazionale ai lavoratori precari sia per rafforzare i servizi sanitari destinati ai cittadini. I sindacati chiedono inoltre una verifica sulle precedenti procedure di internalizzazione, sostenendo che un’applicazione anticipata delle norme avrebbe già consentito un ampliamento dei tetti di spesa e la stabilizzazione di parte del personale attualmente impiegato negli appalti. Nella nota conclusiva, firmata dai segretari provinciali Francesco Marrelli e Anthony Pasqualone, viene ribadita la necessità di un confronto urgente per tutelare i livelli occupazionali e garantire servizi essenziali efficienti per il territorio.





























