
Rischia di fermarsi il punto nascita dell’ospedale di Sulmona. Nonostante le battaglie politiche, il reparto di Ostetricia e Ginecologia è di nuovo in emergenza per la carenza di personale medico. La pianta organica prevede sette medici e un primario, ma attualmente l’organico è ridotto all’osso. Una dottoressa si è licenziata per trasferirsi a Tivoli, un’altra è in maternità e un medico sarà assente a lungo per motivi di salute. A oggi restano in servizio soltanto due ginecologi, affiancati dal primario e da una collega con periodi di congedo parentale. La situazione rende difficilissima la copertura dei turni, con il rischio concreto di dover sospendere le attività del reparto. Da mesi il personale copre i turni scoperti con ore aggiuntive, ma la Asl non ha ancora corrisposto i compensi per il lavoro straordinario svolto da giugno a oggi. Inoltre, nonostante l’emergenza, non sono state rilasciate nuove autorizzazioni per effettuare ulteriori turni extra. La direzione sanitaria dovrà intervenire con ordini di servizio per evitare il blocco del Punto Nascita, poiché in queste condizioni il reparto non è più in grado di garantire la piena operatività. Il rischio, ormai concreto, è quello di uno stop che priverebbe l’intero territorio peligno di un presidio sanitario essenziale per le gestanti e le nuove mamme. Sul punto nessun commento da parte dell’azienda sanitaria che abbiamo interpellato. Il reparto di ostetrica e ginecologia era stato messo in salvo nel dicembre 2023 con l’approvazione della nuova rete ospedaliera che ha classificato il presidio sanitario di Sulmona come ospedale di primo livello. Da allora è stata scongiurata la chiusura sulla carta ma l’allarme rosso sull’organico riaccende la preoccupazione e rende la battaglia politica un “bluff”. Chi è chiamato ad esercitare il controllo non sembra infatti prestare attenzione alla vicenda









