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SULMONA – “In nessuna circostanza ho mai asservito la terzietà del ruolo di Presidente del Consiglio alle logiche della politica”. Così il Presidente del Consiglio Comunale, Katia Di Marzio, che non ci sta a subire gli attacchi dei sei consiglieri supporter della Casini. Oggi ha lasciato anzitempo l’aula quando il sindaco ha fatto accenno alle sue obiezioni circa la seduta informale. “E’ il vostro sindaco io non lo riconosco”- ha detto la Di Marzio rivolgendosi alla nostra telecamera prima di abbandonare il Palazzo. Poi la nota diffusa alla stampa per chiarire la sua posizione, anche in merito alla richiesta di dimissioni arrivata da sei consiglieri. “Mi sono sottratta innumerevoli volte dal dibattito politico anche fuori dall’assise comunale ben più di quanto i vincoli regolamentari mi imponessero. Tanto ciò è vero che i consiglieri del gruppo Sulmona al Centro, nel loro livoroso attacco, non hanno trovano nemmeno uno straccio di ragionevole appiglio per chiedere la mia epurazione – prosegue Di Marzio – fatta eccezione per toni infantili e sterili offese, null’altro sono riusciti a mettere su, che giri di parole e vuote accuse nel tentativo di argomentare una richiesta di dimissioni che, con tutta evidenza, è una mera rappresaglia, funzionale solo a liberare una casella ed allettare qualche possibile nuovo alleato”. “Stride in misura inaccettabile alle orecchie di ogni cittadino, peraltro, che a fronte del risibile processo di epurazione chiesto nei miei confronti, motivato dalla millantata e fantomatica mancanza di terzietà, gli stessi consiglieri non spendano, al contrario, neanche una parolina per i gravissimi, comprovati e reiterati atti di ingerenza che i vertici delle società partecipate, Cogesa e Saca, hanno posto in essere nella campagna elettorale appena conclusasi, a favore di particolari candidati” accusa il presidente. “Un briciolo di onestà e autonomia intellettuale avrebbe risparmiato loro l’umiliazione di confermarsi, ancora una volta, come meri esecutori materiali di disposizioni provenienti da altri. E’ pur vero, del resto che, se ne fossero stati dotati, quella di Sulmona, oggi, sarebbe un’altra storia. Peccato” conclude Di Marzio. Tutto era cominciato dalla mancata convocazione del Consiglio comunale straordinario e urgente visto che l’Ufficio di Presidenza ha ritenuto di addivenire a una convocazione unica dell’assise per affrontare la crisi ma anche i debiti fuori bilancio, problema sollevato dalla Segretaria Comunale Nunzia Buccilli che oggi, a margine dell’incontro a Palazzo, ha precisato che “se l’ufficio di presidenza vuole nascondersi dietro il segretario comunale va bene così”.

Andrea D’Aurelio

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