
Avrebbe circuito un’anziana per farsi intestare conti in banca, abitazioni e beni di sua proprietà. Protagonista della vicenda è una donna di 65 anni, residente nel chietino, che è stata raggiunta da un avviso di garanzia, al termine delle indagini preliminari, emesso dalla procura della Repubblica di Sulmona per il reato di circonvenzione d’incapace. La donna rischia ora il processo. I fatti risalgono a marzo 2025 quando una 85enne residente in Valle Peligna è deceduta nella struttura per anziani dove si trovava ricoverata da diversi anni. È li che aveva conosciuto la 65enne. La donna, stando alle accuse, si sarebbe guadagnata le attenzioni dell’anziana tramite visite periodiche, regali, racconti fino a convincerla nel tempo a redigere un testamento olografo in suo favore. La 65enne aveva così avuto in “dono” l’intero patrimonio della 85enne. A scoprirlo, solo alcuni mesi dopo la morte, è stata una congiunta della 85enne nel momento in cui si era recata nella casa familiare e aveva scoperto che la serratura dell’abitazione era stata cambiata dalla nuova proprietaria dell’immobile. Così era stata presentata una denuncia alla Procura con l’ipotesi di reato di circonvenzione d’incapace, dal momento che l’anziana nel 2015 aveva messo in mano la gestione dei suoi beni ad un amministratore di sostegno, nominato dal Tribunale vista la parziale incapacità di intendere e volere certificata dai medici. Tra conti correnti e beni ereditati la 65enne avrebbe così beneficiato di un patrimonio cospicuo che si aggira intorno ai 250 mila euro. I carabinieri della compagnia di Castel di Sangro, su disposizione del gip del tribunale di Sulmona, avevano sequestrato nei mesi scorsi conti correnti e due abitazioni a Rivisondoli


































