
Rischiano di finire sotto due coniugi sulmonesi, un 59enne e una 51enne residenti nella frazione di Bagnaturo, accusati di circonvenzione d’incapace. Il sostituto procuratore della Repubblica di Sulmona, Edoardo Mariotti, ha emesso gli avvisi di garanzia per entrambi, al termine delle indagini preliminari, avvisando gli indagati che hanno venti giorni di tempo per presentare le memorie difensive o chiedere di essere interrogati a norma di legge. I fatti risalgono al biennio 2022-2023 quando, secondo l’accusa, il 59enne avrebbe circuito un 70enne di Sulmona, affetto da alcune problematiche e il cognato, un 80enne. A scoprire il raggiro era stata la guardia di finanza di Sulmona che aveva denunciato anche il figlio ventenne della coppia per il quale, tuttavia si procede, a parte. La Procura ha deciso di stralciare la sua posizione perché considerata meno grave dei genitori. Le indagini a carico del ventenne, che aveva riferito agli inquirenti di essere completamente estraneo ai fatti, sono ancora in corso. L’inchiesta era scattata dopo che i finanzieri avevano notato movimenti sospetti sul conto del 70enne con problemi psichici: un’emorragia di denaro che di fatto aveva prosciugato i risparmi di una vita suoi e della famiglia. Il 70enne era rimasto coinvolto in un incidente stradale con la moto, finendo nell’ospedale San Salvatore dell’Aquila dove era rimasto a lungo ricoverato a causa dei gravi traumi riportati. Si era messo alla guida del mezzo senza aver conseguito la patente. Una volta uscito dall’ospedale, l’uomo sarebbe stato avvicinato dalla famiglia di Bagnaturo che, man mano, lo avrebbe persuaso e convinto che, tramite i continui versamenti di denaro e bonifici bancari, avrebbe potuto conseguire la patente di guida. Le vittima faceva prelievi al bancomat e poi consegnava i soldi o nella casa dei loro aguzzini o direttamente in strada, dove i tre aspettavano, a pochi metri, i loro “finanziatori”. Il 70enne, inoltre, non agiva da solo ma, per versare il denaro, si faceva aiutare dal cognato, un 80enne di Sulmona, anche lui finito nella rete della famiglia di truffatori. Così, insieme, nel giro di un anno, avevano versato circa 130 mila euro. Nel corso delle perquisizioni era stata rinvenuta documentazione attestante i pagamenti effettuati dalle vittime che,
in taluni casi, venivano indotta ad effettuare bonifici bancari con causali fittizie come la compravendita di auto e
moto. Tutte accuse da verificare per gli avvocati difensori Francesco Valentini e Angelo Pace, pronti a chiarire la posizione dei rispettivi assistiti.










