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SULMONA – Tutti vogliono la resa dei conti in Consiglio ma nessuno la chiede. Almeno per ora. Domani si riunirà l’Ufficio di Presidenza a Palazzo San Francesco sulla richiesta di un’assise civica, presentata dalla minoranza consiliare, riguardo il Bimillenario Ovidiano. Per la crisi di Palazzo San Francesco una richiesta formale ancora non è pervenuta come pure la mozione di sfiducia al sindaco, Annamaria Casini, deve essere ancora presentata. Prima che dagli annunci si passi ai fatti ci vorrà ancora qualche giorno o qualche ora anche se il tempo è tiranno. Il termine ultimo per sciogliere il Consiglio Comunale, per portare la città a nuove elezioni già a maggio, è il prossimo 24 febbraio. Ma è molto probabile che si arriverà a una giunta politica, meglio definirla “rewind”, per concludere il mandato amministrativo a maggio 2021. Dopo la fumata nera delle dimissioni contestuali proposte dal consigliere Bruno Di Masci e la reiterata proposta di mozione di sfiducia da parte del centrodestra, la maggioranza prova a ricompattarsi su dei nomi politici, per evitare l’imbarazzo di fare l’elenco delle incompiute in aula. Ed è così che le indiscrezioni di qualche mese fa su un ritorno in giunta di Luciano Marinucci e Aldo Milan potrebbero diventare realtà, ammesso che la Casini accetti il nuovo accordo politico. Il sindaco stava pensando alla giunta di “altissimo profilo tecnico”, per evitare il ripescaggio di “vecchi” assessori. Ma per arrivare a fine mandato la strada della giunta politica è l’unica percorribile. A sollecitare un confronto in aula è stato, nel pomeriggio, il gruppo consiliare di Sbic. “Il luogo della chiarezza non può non essere quello della democrazia rappresentativa in città” scrive il movimento civico del Bene Comune, definendo “una finta compagine civica quella legata a Gerosolimo che, in combutta con una rappresentazione grottesca della responsabilità verso la città, quella di Di Masci, con la complicità di un Sindaco immobile, hanno bloccato l’amministrazione cittadina e non riescono a venir fuori dal vicolo cieco in cui ci hanno costretti”. E sulle consultazioni delle Casini in versione Mattarella, Sbic aggiunge: “vogliamo conoscere gli esiti di quella attività. Il Sindaco deve venire in Consiglio e render conto dell’attività politica messa in campo. Insomma c’è un solo luogo della chiarezza e della correttezza politico-amministrativa: il Consiglio Comunale, non gli studi notarili senza pubblica risposta alle questioni che bloccano la città”. Nelle prossime ore si vedrà se la richiesta di una resa dei conti in aula, voluta anche dal centrodestra e Italia Viva, sarà depositata in via ufficiale.

Andrea D’Aurelio

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