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cardiologia

SULMONA – “Non bisogna trasformare l’ospedale di Sulmona che ha una sua storia centenaria e che in un passato anche recente ha avuto alle sue dipendenze il fior fiore di medici provenienti anche da esperienze universitarie e da nosocomi che erano e sono considerati ospedali di eccellenza nazionale e regionale”. A scriverci è un uomo di Vittorito che racconta la sua degenza nell’ospedale di Sulmona, ovvero nei reparti accorpati di ortopedia e urologia, accorpati per via dell’emergenza pandemica in atto. Nel pieno della terza ondata, la testimonianza dell’utente del locale presidio ospedaliero, certifica il silenzioso lavoro dei sanitari dietro le quinte per garantire anche le prestazioni ordinarie, che non possono essere tralasciate. “Purtroppo ho dovuto subire in questi giorni un piccolo intervento chirurgico ai reni ed ho costatato e riscontrato il lavoro che svolgono questi Angeli della Sanità che molto spesso i cittadini criticano e a volte denunciano manchevolezze che non dipendono da loro ma dalla politica sanitaria che da decenni ormai si sta portando avanti in Regione e nel territorio italiano”- osserva il paziente- “perchè i tagli alla sanità vengono decisi dal governo centralecon la scure che purtroppo si abbatte sempre sui nosocomi delle aree interne che sono più deboli come tessuto sociale e prive di una forte rappresentanza politica amministrativa. Estendo il mio grazie ai medici dei due reparti ma in modo particolare al direttore del reparto di Urologia e ai suoi tre dirigenti medici sempre disponibili alle richieste di intervento dei pazienti ricoverati”. Ma l’utente dice la sua sul futuro della struttura. “E’ la prima volta che sono entrato in quell’ospedale,ho visto una struttura veramente da primo livello e non da Ospedale di base quale ‘è oggi.  Ha grosse possibilità di crescere e competere con gli altri Ospedali Regionali e extra regional. Basta che la politica si decida a dare ai reparti mancanti una direzione con dei profesionisti  qualificati e che soprattutto abbiano voglia di lavorare per l’ospedale peligno. Chi guida le nostre amministrazioni Comunali anzichè pensare alle feste e alle fiere che hanno anch’esse una loro importanza deve vigilare e stare con il fiato sul collo di Regione e Direzione ASL1 affinchè questo ospedale venga valorizzato ,incrementato di offerta assistenziale. Non ci riduciamo a cantar vittoria solo per la messa in opera di un servizio ambulatoriale come è la risonanza magnetica che è utile e indispensabile ma deve servire anche una equipe medica di prim’ordine per la cura di quelle malattie che questa strumentazione evidenzierà“. Il paziente sveglia quindi la politica, la stessa che si affanna e litiga nelle commissioni.

Andrea D’Aurelio

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