
Per uscire fuori dal balcone doveva chiedere il permesso al marito. Per andare dal pediatra o al parco giochi poteva muoversi solo se accompagnata dalla suocera. La storia, l’ennesima di maltrattamenti in famiglia, è approdata ieri sul tavolo del collegio del Tribunale di Chieti, presieduto dal giudice Guido Campli, che ha condannato un 39enne residente a Chieti alla pena di cinque anni di reclusione, con interdizione dai pubblici uffici per cinque anni, risarcimento da liquidare in separata sede e una provvisionale immediatamente esecutiva di 20 mila euro. Tre anni di reclusione è la pena inflitta alla madre del compagno della donna, 66 anni, mentre l’ex suocero della vittima è stato assolto per non aver commesso il fatto. I fatti risalgono al 2021. Secondo le accuse raccolte dai carabinieri e dal sostituto procuratore Giancarlo Ciani, l’ex marito della donna avrebbe posto in essere maltrattamenti abituali nei confronti della moglie convivente, consistita nel controllo della libertà personale, nel divieto di uscire anche autonomamente, nel controllo delle telefonate e nell’isolamento sociale, oltre a reiterate offese con espressioni ingiuriose e accuse di infedeltà, nonché in episodi di violenza fisica con schiaffi, pugni e calci e minacce di morte in caso di separazione, anche in presenza delle due figlie minori di quattro e sei anni. Tra gli episodi contestati figura anche quello del 19 maggio 2021 in cui l’uomo avrebbe nuovamente minacciato e aggredito la donna fino a stringerla alla gola, tentando quindi di strangolarla. La vittima era finita in ospedale dove i medici avevano attivato il codice rosso. All’ex suocera viene contestato il concorso nei medesimi maltrattamenti, attraverso una condotta di sorveglianza assidua sulla nuora, limitazioni agli spostamenti e accompagnamento sistematico nelle attività quotidiane, oltre a un episodio del 10 maggio 2021 in cui avrebbe fotografato la nuora in casa di una vicina in presenza di un uomo, inviando l’immagine al figlio e accompagnandola con insulti anche sessisti. Anche il 71enne era accusato di concorso nei maltrattamenti. Concorso che è caduto davanti ai giudici teatini. La vittima nel 2021 si era trasferita a Sulmona dove vive attualmente con le figlie e dove sta seguendo percorsi specifici. Alla condanna è seguita la sospensione della potestà genitoriale per il 39enne difeso dall’avvocato Enrico De Pascale mentre la vittima è stata assistita dall’avvocata Arselinda Shoshi


































