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SULMONA – La maggior parte delle volte non sono risultate utili agli investigatori per l’attività d’indagine ma l’ultima vicenda ha dell’incredibile. In una zona della città di Sulmona, una delle 56 telecamere di videosorveglianza installate, inquadrava per terra e non ha aiutato gli inquirenti a identificare l’autore degli ultimi scippi a danno di persone del posto, l’ultimo in ordine di tempo in viale Togliatti. Nelle immagini gli investigatori sono riusciti a intravedere solo la ruota della bici, il mezzo utilizzato dal malvivente per lo scippo e la successiva fuga. Un episodio che non può e non deve passare inosservato e che conferma come il circuito delle telecamere di videosorveglianza risulta non sempre efficace. Se da un lato gli amministratori di Palazzo San Francesco stanno pensando a un restyling, impegno assunto anche nell’ultimo tavolo in Prefettura, dall’altro non c’è cura e attenzione per la manutenzione delle telecamere, con ovvie conseguenze per la sicurezza e le attività d’indagini. Da tempo in effetti è scaduto l’appalto del sistema di manutenzione, precedentemente gestito per due anni dalla ditta di Gianni Cirillo. Appalto non rinnovato e assegnato. “Noi per due anni ci siamo occupati della riparazione delle telecamere e ora questo servizio non lo fa nessuno”- denuncia l’ex assessore comunale. L’appalto costava alle casse comunali 5000 euro all’anno ma, nonostante il costo esiguo, non è stato né rinnovato e né affidato. Più di una volta gli episodi rimbalzati agli onori della cronaca hanno confermato la scarsa utilità delle telecamere. Il riferimento è alla sparatoria di via Pescara, la maxi aggressione sulle scale dell’Annunziata, l’aggressione ai danni di un giovane di Pescocostanzo nei pressi del Tribunale. Se si punta all’acquisto e installazione di nuove telecamere perché non occuparsi della manutenzione e riparazione di quelle esistenti?

Andrea D’Aurelio

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