

“Finora te lo abbiamo detto con le buone. Ora se non paghi ti spezziamo le gambe”. Era una richiesta a sfondo estorsivo quella presentata da un 61enne residente a Sulmona, che è stato rinviato a giudizio dal giudice per le udienze preliminari del tribunale di Chieti per la tentata estorsione nei confronti di un 47enne di Guardiagrele. I fatti, avvenuti a Bucchianico, risalgono al 2023 da luglio a ottobre. L’uomo è accusato di aver agito in concorso di reato con altre due persone per recuperare un credito nei confronti di un imprenditore edile. Credito che riguardava alcuni lavori effettuati da un amico nell’abitazione dell’imprenditore. Tuttavia, in base alle indagini condotte dal procuratore Giancarlo Ciani, i lavori era stati già saldati. Secondo l’imputazione il sulmonese, assieme ad altri due complici (uno nel frattempo è deceduto) avevano prima proferito minacce velate alla vittima, pregandola di risolvere la situazione con le buone e poi sarebbero passati alla fase due. “Ti spezziamo le gambe”- aveva detto il 61enne all’imprenditore a cui era stato chiesto il pagamento di 3900 euro. L’estorsione non si era concretizzata per il netto rifiuto della persona offesa che, temendo per la propria incolumità, si era recato alla caserma dei carabinieri per denunciare il caso. Ne era scaturita un’inchiesta che nei giorni scorsi è finita davanti al giudice per le udienze preliminari del tribunale di Chieti che ha disposto il rinvio a giudizio a carico del sulmonese difeso dall’avvocato Andrea Marino. Il processo comincerà il 14 giugno e il 61enne, ritenendosi del tutto estraneo alla vicenda, è pronto a chiarire la propria posizione e a respingere con fermezza tutte le accuse, ritenendo che non ci sia alcun concorso di reato con gli altri due imputati teatini


































