
Continua ad allargarsi l’inchiesta sulla dodicenne violentata. Nelle ultime ore sono spuntati altri due testimoni, un 50enne e un 14enne di Sulmona, rispettivamente padre e figlio, che domani saranno sentiti dai carabinieri come persone informate dei fatti. E’ stato il 50enne, preoccupato per il peso e la gravità della vicenda, ad avvertire i militari che ci sarebbero altre persone coinvolte nella vicenda dopo aver letto alcune conversazioni sul telefono del figlio. Per questo i due porteranno nuovi elementi sul tavolo degli inquirenti. Una chiamata, quella del 50enne, che conferma l’importanza del ruolo che hanno le persone informate dei fatti anche su vicende delicate o di particolare rilevanza. Una sorta di responsabilità collettiva. Intanto oggi cominceranno gli accertamenti peritali sui dispositivi informatici sequestrati dai carabinieri della compagnia di Sulmona: telefoni cellulari, tablet e pc e quanto in uso ai tre indagati per capire quante persone hanno ricevuto il filmato incriminato e quante soprattutto lo hanno inoltrato, incappando nel reato. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Alessandro Margiotta, Alessandro Scelli e Raffaella D’Amario, la quale chiarisce che il suo assistito di 17 anni, accusato di aver girato il video poi finito su diversi telefonini, “ha avuto un ruolo marginale nella vicenda visti gli addebiti che gli sono contestati”. Al 14 e al 18enne è contestata la violenza sessuale aggravata e la pornografia minorile in concorso mentre al 17enne solo la produzione di materiale pornografico. I fatti risalgono al 2023 quando la ragazzina è stata invitata nei pressi dei giardini del parcheggio di Santa Chiara da un 14enne, un 17enne e un 18enne, i quali (due di loro) avrebbero avuto un rapporto sessuale forzato, immortalato con uno smartphone. Da lì sarebbe partito il ricatto, andato avanti fino a luglio 2025. “Se parli facciamo vedere a tutti quello di cui sei stata capace”. Quando da un’amica ha ricevuto il video incriminato, la ragazzina si è accorta di essere stata vittima di revenge porn e ha chiamato il 114, il numero di emergenza interamente dedicato ai minori vittime di abusi. È partita quindi la trafila delle indagini con la minore affidata al cento antiviolenza e agli esperti. Ai carabinieri della compagnia di Sulmona, guidata dal maggiore Toni Di Giosia, la vittima ha poi formalizzato la denuncia. Le accuse sono state confermate ieri, davanti al sostituto procuratore Angela D’Egidio, nel colloquio protetto andato avanti per tre ore e mezza

































