
Sarà risentita la dodicenne abusata e ricattata con i video da tre giovanissimi. Lo hanno deciso il gip del Tribunale dei minorenni dell’Aquila, Roberto Ferrari e il gip del Tribunale distrettuale Iolanda Di Rosa, che hanno fissato il maxi incidente probatorio per il prossimo 27 novembre, accogliendo le richieste pervenute dalle rispettive Procura. La ragazzina era stata già ascoltata lo scorso settembre, dal sostituto procuratore Angela D’Egidio. Tuttavia, con l’incidente probatorio, i magistrati vogliono mettere le prove in cassaforte, cristallizzando la versione della vittima. Un passaggio necessario prima della chiusura delle indagini, portate avanti dai carabinieri della compagnia di Sulmona, comandata dal maggiore Toni Di Giosia. Le accuse a vario titolo per i tre giovanissimi (un 14enne, un 17enne e 18enne) che si trovano dietro le sbarre, sono di violenza sessuale aggravata in concorso, atti sessuali con minorenne, atti persecutori e produzione di materiale pedopornografico. La ragazzina sarebbe stata abusata e filmata prima dal 14enne e poi al 18enne in correità con un 17enne. Quando il video è finito sulla chat di gruppo, la dodicenne ha chiamato il numero di emergenza 114, riservato alle vittime di abusi. Poi il racconto con gli esperti e i carabinieri che ha portato agli arresti che erano scattati lo scorso 24 ottobre. La famiglia della dodicenne continua a chiedere giustizia. “Nostra figlia ha raccontato la verità ed è distrutta dal dolore che si porta dentro ed aumenta ogni giorno di più. Sta male, vive nella paura e nella sofferenza. La verità non può e non deve tacere, è l’unica a dover essere difesa. Sempre”- commentano i genitori della dodicenne. Prosegue intanto l’indagine per valutare la posizione di decine e decine di persone che, dopo aver ricevuto uno dei filmati incriminati, lo avrebbero inoltrato, incappando nel reato del revenge porn, per il quale è prevista una pena da uno a sei anni di reclusione









