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SULMONA – La Salvati è stata etichettata con un epiteto, una parola che nessuna donna vorrebbe sentirsi dire, ma alla fine è il consigliere Bruno Di Masci a presentare una querela contro ignoti depositata ieri, per accertare il responsabile o la responsabile che in un esercizio commerciale ha girato il famoso video dove l’ex sindaco, pensando di stare davvero tra pochi intimi, ha parlato liberamente e ha riservato una parola non proprio elegante alla consigliera che ha raccontato tutto l’accaduto in Consiglio Comunale, rimediando l’espulsione dall’aula come da regolamento. La vicenda quindi è tutt’altro che chiusa. Da ieri si stanno muovendo anche i Carabinieri della stazione di Sulmona che stanno cercando di risalire anche all’autore del video che sarebbe stato diffuso poi a diversi contatti whatsapp. Dalle prime indiscrezioni sembrerebbe che a girare il video e passarlo almeno a un contatto sarebbe stata una donna. Poi sono scattate le varie condivisioni fino a quando la Salvati si è accorta che in quella conversazione privata c’era l’offesa riservata alla sua persona. Ma sulla condotta tenuta nell’ultimo Consiglio Comunale è stato chiesto un Ufficio di Presidenza ad hoc per fare chiarezza e vagliare tutte le posizioni. “In seguito all’anomalo andamento dei lavori della seduta del Consiglio Comunale di Sulmona del giorno 12 Settembre scorso”- si legge in una nota diffusa dal capogruppo di Forza Italia- “ove interventi fuori dal regolamento e dall’ordine del giorno hanno disturbato l’andamento dei lavori sulla crisi politico – amministrativa del Comune di Sulmona, i membri dell’Ufficio di Presidenza Fabio Ranalli, vice -presidente del Consiglio ed Elisabetta Bianchi Segretario d’Aula hanno ritenuto necessario e non differibile richiedere al Presidente Katia Di Marzio la convocazione della seduta dell’Ufficio di Presidenza per la valutazione dei disordini accaduti in aula al fine di prevenire in quella sede il reiterarsi di condotte non improntate al regolamento ed alla funzione istituzionale del Consiglio e del Consigliere Comunale”. La vicenda quindi continua a tenere banco.

Andrea D’Aurelio

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