
Alta tensione nel pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona dove questa notte si è reso necessario l’intervento dei carabinieri della compagnia di Sulmona per riportare la calma dopo l’aggressione verbale perpetrata da un paziente, un professionista della zona nei confronti del medico. L’uomo si trovava in ospedale per l’anziana zia di circa 90 anni, alle prese con una occlusione intestinale. L’anziana già dal pomeriggio di ieri aveva avuto a che fare con alcune problematiche tanto che i familiari avevano chiesto l’intervento del 118. Secondo gli operatori il quadro clinico non era da ricovero. Stessa conclusione a cui sono giunti alcuni medici contattati dai parenti. Tuttavia dolori e deperimento continuo hanno spinto i familiari a portare l’anziana in pronto soccorso poco dopo la mezzanotte. La 90enne è stata presa in carico dai medici e dagli esami è venuta fuori una occlusione intestinale. Dal pronto soccorso è stata quindi collocata in chirurgia in attesa dell’arrivo del medico reperibile per l’applicazione del sondino e i successivi interventi. Con il passare delle ore, il clima si è fatto incandescente e ne è scaturita un’accesa discussione tra il nipote dell’anziana e il medico del pronto soccorso. “Ti salvi solo perché sei una donna altrimenti stavi in coma”- avrebbe detto l’uomo, creando uno stato di agitazione nella dottoressa che è stata refertata dai colleghi e nelle prossime ore formalizzerà la denuncia di parte. Lo stesso farà il professionista, ritenendo che l’applicazione del sondino fosse di esclusiva competenza del medico di pronto soccorso. “Dopo aver atteso tre ore il medico chirurgo reperibile, gli operatori della chirurgia mi hanno riferito che il sondino doveva essere applicato in pronto soccorso. Si tratta di una grave mancanza soprattutto per le condizioni di mia zia che, questa mattina, è stata sottoposta ad un intervento chirurgico. La dottoressa del pronto soccorso, che è venuta meno ai suoi doveri, doveva quantomeno sincerarsi dell’effettiva presenza del chirurgo perché il fattore tempo non è di poco conto. Andrò fino in fondo”. Di parere diverso gli operatori del pronto soccorso, secondo i quali l’applicazione del sondino non è un intervento salvavita né è una perentoria competenza del reparto ma viene valutata in base all’entità dell’occlusione. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Sulmona, contattati dal familiare della paziente. I militari hanno riportato ordine e raccolto le diverse versioni. La dottoressa del pronto soccorso è una di quelle che opera con un contratto di collaborazione dopo il pensionamento. Nel pronto soccorso quattro medici sono in pianta stabile più altri due collaborano come Co.Co.Co ma, nelle turnazioni, solo uno è presente ed è chiamato a gestire l’intero carico di lavoro.










