
Emergono nuovi particolari nell’inchiesta che vede indagati, per spaccio, madre e figlio di 52 e 25 anni. I carabinieri della compagnia di Castel di Sangro, su disposizione della Procura della Repubblica di Sulmona, hanno sequestrato nei giorni scorsi anche i dispositivi in uso agli indagati per ricostruire per filo e per segno conversazioni e tabulati telefonici e mappare anche la platea dei potenziali clienti. Un atto dovuto da parte degli investigatori che, tramite le intercettazioni, hanno scardinato il modus operandi di entrambi, disinnescando lo “spaccio di famiglia”. In un anno e mezzo d’indagini i militari hanno documentano ben 640 cessioni di sostanza stupefacente tra fumo e cocaina di cui 23 cessioni solo tra febbraio e marzo scorsi. Madre e figlio, secondo l’accusa, non avrebbero agito da soli ma si sarebbero avvalsi della collaborazione di un 36enne e un 22enne, per l’approvvigionamento della sostanza e lo smercio. La ricostruzione fatta dalla Procura ha portato al sequestro di conti correnti, conti gioco e proprietà per un giro d’affari di 200 mila euro ma solo una minima parte sono stati materialmente trovati perché i proventi di spaccio erano stati già spesi. Un sequestro ha riguardato anche un 48enne sul cui conto erano stati versati 12 mila euro dalla 52enne, a scioglimento di un contratto preliminare relativo ad un immobile. Con l’analisi dei dispositivi, a breve si chiuderà il cerchio delle indagini









