
Una vendetta trasversale dietro gli spari in via Del Cavallaro. È questa l’ipotesi più plausibile, secondo gli inquirenti, per il grave atto intimidatorio messo a segno l’altra notte nella palazzina del civico sette. Sette come i colpi esplosi contro lo stabile di cui quattro al vetro e tre al portone. Secondo la polizia che indaga sul caso potrebbe esserci dietro una vendetta a catena: un mandante del posto che potrebbe aver incaricato a sua volta un esecutoren e una vittima che in realtà non vive in quella palazzina anche se l’avvertimento è stato chiaro ed anche recepito. Una vicenda esecrabile sulla quale gli inquirenti stanno scavando. I bossoli rinvenuti saranno sottoposti ad una perizia balistica mentre si cercherà anche di isolare eventuali impronte e dna. È quasi certo che gli autori hanno scavalcato la recinzione a piedi per esplodere i colpi in piena notte e darsi alla macchia. Tuttavia è facile che si sono spostati in auto. Per questo, con l’analisi delle telecamere di videosorveglianza collocate nelle arterie principali, si sta indagando anche su questo filone per scandagliare i singoli spostamenti. Intanto la città si prepara alla controffensiva. Lungo il territorio comunale, nelle aree di accesso, saranno posizionate tredici super telecamere ad alto impatto in grado di leggere la targa in tempo reale e capire quanti e quali auto transitano. Una tecnica che permette di monitorare flussi e movimenti nella città che si è tolta l’etichetta di isola felice





















