STEFANO FERRANTE (STAMPA ROMANA) SU GIORNALISTI NELLA P.A.: “LEGGE 150 E’ RIMASTA IN PARTE INCOMPIUTA. NECESSARIA MIGLIORE RAPPRESENTANZA DEI GIORNALISTI NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE”
CONCLUSA A ROMA LA III EDIZIONE DEGLI STATI GENERALI DEGLI UFFICI STAMPA E DELLA COMUNICAZIONE DEL LAZIO
“La legge 150 del 2000, di cui abbiamo celebrato il venticinquennale, è una legge che è rimasta in larga parte incompiuta, inattuata; non ha avuto seguito, tanto che qualcuno parla oggi di una legge 151, cioè una nuova legge che definisca il ruolo dei giornalisti della pubblica amministrazione. Ufficio stampa, ufficio relazioni pubbliche, portavoce sono figure che riguardano l’aspetto dell’informazione, che a noi sta molto a cuore, e quello della comunicazione”. La ha affermato il segretario dell’Associazione Stampa Romana, Stefano Ferrante, in occasione della terza edizione degli Stati Generali degli Uffici Stampa e della Comunicazione del Lazio, che si è tenuta venerdì 7 novembre, a Roma nel Salone dei Piceni. L’iniziativa è stata promossa dalla Consulta degli uffici stampa dell’Associazione Stampa Romana.
Nel corso del convegno, che ha visto la partecipazione di oltre 150 giornalisti, è stata rimarcata la necessità di una migliore rappresentanza dei giornalisti nella pubblica amministrazione, visto che, stante la legge attuale, la Fnsi e i sindacati regionali di categoria sono esclusi dai tavoli. “È necessario sicuramente rivedere i rapporti tra i sindacati Cgil, Cisl, Uil, Ugl dei lavoratori della pubblica amministrazione e il sindacato dei giornalisti, la Federazione della Stampa, le sue articolazioni territoriali, come la nostra”, ha proseguito Stefano Ferrante, “perché quello che accade per la nostra professione, come per le altre professioni ordinistiche, è che c’è nei fatti una difficoltà di rappresentanza delle istanze e degli interessi dei giornalisti, che non possono sedere al tavolo contrattuale in sede di rinnovo generale o aziendale, perché ci stanno gli altri sindacati della pubblica amministrazione, i quali però non possono rappresentare, anche per una scelta statutaria che fu fatta per mantenere unito il sindacato dei giornalisti, gli interessi dei giornalisti in modo esatto e puntuale”.
Per la segretaria della Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI), Alessandra Costante l’ipotesi di un tavolo di concertazione preventivo “con le altre organizzazioni sindacali, in vista di una contrattazione pubblica 2025 – 2027, è ottima, in attesa che anche la Federazione Nazionale della Stampa possa essere riconosciuta come sindacato speciale di una categoria individuata nella pubblica amministrazione con una legge speciale, che è la legge 150. Finché la Federazione Nazionale della Stampa, che è il sindacato di tutti i giornalisti, non sarà riconosciuta come il sindacato anche nella pubblica amministrazione, purtroppo i giornalisti della pubblica amministrazione saranno vissuti all’interno della pubblica amministrazione come casta e come giornalisti di serie B. Questo noi non lo possiamo consentire, non lo possiamo permettere”.
Il presidente di Stampa Romana, Paolo Tripaldi ha ricordato come la Legge 150 “non è molto applicata nella pubblica amministrazione, per cui noi chiediamo che venga anzitutto aggiornata, prevedendo sempre un fulcro che deve essere quello del giornalista iscritto all’albo professionale e che la pubblica amministrazione faccia bandi e concorsi prevedendo sempre l’assunzione negli uffici stampa di giornalisti iscritti all’albo professionale”.
La consulta uffici stampa dell’Associazione Stampa Romana, in questi ultimi anni, come ha ricordato il presidente Antonio Ranalli “ha monitorato i bandi di concorso da enti pubblici e società partecipando, richiamando spesso a una modifica degli stessi, visto che in alcuni casi non veniva richiesta l’iscrizione all’Albo, e in molti casi invece venivano esclusi i colleghi pubblicisti”.
Il vicepresidente vicario della consulta Ugo Degl’Innocenti ha ricordato la necessità di chiarire meglio “l’inquadramento della nuova figura del social media manager introdotta nell’ordinamento dal Decreto dello scorso marzo. Figura che dovrebbe rientrare tra le figure della 150/2000. Inoltre. come consulta rilanciamo l’appello all’Ordine dei giornalisti e alla FNSI, affinché sensibilizzino la Pubblica Amministrazione sulla necessità di riconoscere le ore della formazione obbligatoria dei giornalisti ai fini del raggiungimento delle 40 ore annuali di formazione obbligatoria dei dipendenti pubblici, di cui alla Direttiva Zangrillo dello scorso gennaio”.
Anche in questa edizione degli Stati generali degli Uffici Stampa e della Comunicazione del Lazio si è parlato anche del settore degli uffici stampa privati, introdotto dalla vicepresidente della Consulta, Gaia De Scalzi. “Se da un lato la legge 150/2000 riconosce la figura del giornalista negli uffici stampa all’interno della pubblica amministrazione, dall’altro lato c’è da riscontrare che non c’è una norma regoli il settore privato. Troppo spesso ci dimentichiamo di quei collegi che assumono un incarico in questo comparto senza un adeguato riconoscimento contrattuale. Dobbiamo lavorare anche su questo fronte, non solo per dare dignità a una figura professionale ma anche per rendere il sistema ordinistico sostenibile”.
Per il presidente della Commissione Lavoratori autonomi di Stampa Romana – FNSI, Vincenzo Campo “serve una nuova governance legislativa e del lavoro per gli Uffici Stampa, soprattutto per meglio regolamentare il lavoro di tutte le diverse – ma complementari – tipologie di professionisti dell’informazione e della Comunicazione. È pertanto oggi quanto mai urgente e necessario aprire un tavolo condiviso tra sindacato, ordine giornalisti nazionale, associazioni di professionisti e comunicatori, social media manager, per ridefinire insieme una nuova e più efficace governance dell’algoritmocrazia che abbia nuove quanto chiare regole, in uno scenario e industry che altrimenti rischiano di essere messi in crisi da OTT e piattaforme digitali”.
Alla manifestazione sono intervenuti, tra gli altri, la tesoriera dell’Ordine dei giornalisti del Lazio, Anna Laura Bussa, il Segretario generale Fondazione Paolo Murialdi, Giancarlo Tartaglia, il comunicatore Tonino Bettanini (già capo ufficio stampa del ministro della Funzione pubblica Franco Frattini), l’avvocato e consulente legale Fnsi, Bruno Del Vecchio, la Componente del consiglio direttivo Comunicazione Pubblica, Silvia Mattoni, Germana Caruso della segreteria generale della CISL Funzione pubblica, Chiara Lucacchioni dell’ufficio stampa della UIL Funzione pubblica, la componente della Consulta Uffici stampa Asr e direttore ed editore della “Guida uffici stampa”, Maria Grazia Giordano, il presidente di Fondazione Italia digitale e PA social, Francesco Di Costanzo, il Segretario generale Comunicazione Pubblica, Marco Magheri, il Responsabile Comunicazione Digitale della Regione Lazio, Adriano Valentini, il direttore dell’Area Comunicazione, Relazioni istituzionali e Innovazione digitale di Formez, Sergio Talamo, la portavoce del direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, Gabriella Giammanco , giornalista Gennaro Pesante, dell’Ufficio comunicazione Camera dei deputati, Curatore del podcast “La seduta è aperta”, la delegata Inpgi per il Lazio e componente del consiglio di indirizzo Inpgi, Daniela Novelli, la presidente del Gus Lazio, Manuela Biancospino, l’addetta stampa di Emergency, Cristina Agrestino, l’ufficio stampa della Roma Volley Club, Lorenzo D’Ilario, e la delegata Ferpi per il lazio, Serena Bianchini.
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