
ROCCARASO. Il ricordo della strage di Limmari diventa un simbolo concreto per la promuovere la pace. Dal prossimo anno sarà infatti istituito un premio specifico per trasmettere i valori della fraternità alle nuove generazioni. Ad annunciarlo, nel corso della cerimonia per l’82esimo anniversario della strage nazista, è stato il sindaco di Roccaraso Francesco Di Donato. “Rinnoviamo l’impegno a custodire e trasmettere alle future generazioni il significato profondo di questo sacrificio, affinché tragedie come quella dei Limmari non si ripetano. Dal prossimo anno lo faremo anche con l’istituzione di un Premio per la Pace che celebrerà l’impegno di studenti e di esponenti della società civile”- annuncia Di Donato, rimarcando che l’evento commemorativo altro non è che “un momento solenne di memoria collettiva, di riconoscenza e di riflessione sui valori della pace, della libertà e del rispetto della dignità umana”. Il Comune, come ogni anno, ha reso omaggio alle vittima prima con la fiaccolata e poi la cerimonia che si è tenuta davanti al monumento dove è stata deposta una corona d’alloro. L’eccidio di Pietransieri costò la vita a 128 civili inermi, che il 21 novembre 1943 furono trucidati nel bosco dei Limmari dai soldati nazisti per il sospetto che la popolazione civile sostenesse i partigiani. A Pietransieri morirono 60 donne, 34 bambini con meno di 10 anni e molti anziani. Nel 2017 il Tribunale di Sulmona aveva condannato la Germania al risarcimento di 1 milione e 600 mila euro nei confronti del Comune di Roccaraso e di circa 5 milioni da versare agli eredi delle vittime dell’eccidio. I risarcimenti agli eredi delle vittime, come stabilito dalla Cassazione, arriveranno sotto l’albero. La scorsa settimana il Ministero Economia e Finanza aveva cominciato ad istruire le pratiche per assegnare i 15 milioni di euro agli eredi che sono ancora in attesa. Dopo una lunga battaglia legale, i familiari delle vittime vedono la luce. La sentenza era passata in giudicato a giugno ed entro 180 giorni si batte cassa come annunciato dall’avvocato, Lucio Olivieri, che ha curato i ricorsi. Intanto un gruppo di cittadini, 91 per l’esattezza, hanno intentato una nuova causa per chiedere di essere riconosciuti anche loro come eredi perché “non ci sono vittime di serie b”. Il nuovo filone viene curato dagli avvocati Aldo Di Ianni e Cristian Rucci.









