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SULMONA. Sulmona non partecipa all’evento nazionale, sul contrasto alla violenza di genere, in memoria del centenario del Giro d’Italia di Alfonsina Strada. Un “no grazie” che ha scatenato la dura reazione della consigliera comunale, Teresa Nannarone, da anni in prima linea sull’argomento. “L’ha detto persino il Papa domenica: “l’indifferenza è il cancro della democrazia”, sottolineando la necessità che la Politica si occupi dei problemi delle persone evitando “la cultura dello scarto dove il potere diventa autoreferenziale…” e tra gli “scartati” Francesco pone anche le donne e i loro problemi.
A Sulmona, purtroppo, tra indifferenza, indolenza e potere autoreferenziale, ci si occuperà ancora di qualche sagra e di qualche concerto a pagamento. Nulla di più, se è vero come è vero che l’evento nazionale “La bellezza in bicicletta” volto a sensibilizzare sulla violenza di genere, non vedrà a Sulmona, a differenza delle altre Città abruzzesi, alcun evento collegato per volontà dell’attuale amministrazione.
Non mi meraviglio ormai: tra i temi più bistrattai ed ignorati dal sindaco e dalla sua giunta indifferente, indolente ed autoreferenziale, c’è quello della violenza di genere. Tema grave ed attuale uscito completamente dall’agenda politica perché d’altronde era già stato difficile farcelo entrare.
E così, tra uno sproloquio e una cenetta, nessuno se ne occupa nonostante Sulmona sia teatro quasi quotidiano di violenze di genere, stalking e soprusi come narra la cronaca, perché “non c’è tempo”.
Anzi “e’ un tema abusato”. Si vergogni Ramunno di questa affermazione che se vera non merita commenti tanto é grave. Forse per la giunta più indifferente, indolente e autoreferenziale che la Città ricordi, probabilmente i femminicidi e le violenze subite dalle donne in quanto tali è appunto un fatto di donne.
Cosa importa se dietro ogni donna c’è una bambina o un bambino o anche più di uno.
Cosa importa se c’è dolore, disperazione e solitudine. Cosa importa se le ferite delle donne si allargano alla società. Che i problemi delle donne, dei loro bambini e di tutto ciò che si muove sulla pelle scuoiata delle vittime rientra negli affairs che si muovono a Palazzo San Francesco? E’ ben altro ciò che li muove e che si muove: qualche appalto da seguire, qualche amico da accontentare …E certo, un otto a otto da rivedere. Fra tutti i tradimenti messi in piedi dal sindaco indifferente, indolente e autoreferenziale e dalla sua giunta muta, impreparata ed inadeguata, questo è tra i peggiori. Perché il contrasto alla violenza di genere è un tema che fa parte ormai della storia culturale della Città da oltre 20 anni attraverso iniziative di vario genere. E perché occuparsene è indice di civiltà. Perché tra le donne a cui abbiamo chiesto il voto c’erano e ci sono quelle vittime di quotidiana violenza a cui sarebbe bastata un po’ di attenzione, una mano tesa, qualche progetto anche semplice. E invece no. Verso di loro gli indifferenti di Palazzo San Francesco mostrano, appunto, indifferenza. D’altronde l’assessore Ramunno, che non è assessore al ramo e per il quale “non c’è tempo”, ha già dato prova di preferire la regalia di 5 mila euro alla Fondazione ITS in cambio di uno sberleffo, piuttosto che impegnare quei fondi in una iniziativa culturale-sociale appunto in favore delle donne vittime di violenza. Perché queste scelte richiedono una visione, una strategia, un’emozione che gli indifferenti non hanno. Chiedere loro di esercitare la nobile arte della Politica è troppo: perché sacrificarsi, progettare, pensare, ideare e se serve anche discutere? Quante storie … in giunta si va e si resta a prescindere, chissà perché, anche se non si è fatta UNA proposta di delibera per mesi…
L’indifferenza per la violenza contro le donne è però detestabile, come quella già mostrata verso i ragazzi picchiati durante le serate estive, o verso il prof. De Angelis per cui il sindaco non ha speso una parola di solidarietà dopo la grave aggressione. Il trait d’union è l’indifferenza verso quella che è la parte debole in quel momento. Quell’indifferenza che il Papa definisce “cancro”. E’ il disinteresse elevato a sistema strategico di sopravvivenza: metastasi. Ma torniamo alle donne che quotidianamente subiscono o hanno subito violenza, quelle a cui un momento di attenzione negato dal Ramunno e dai suoi pari avrebbe alleviato il peso delle scelte, del dolore e della solitudine. A quelle che sono state “scartate”. A loro voglio dire che Sulmona ha avuto ed ha altri momenti, in cui tutti si sono sentiti e si sentono parte di un tutto: di una società che si vuole migliorare anche attraverso il contrasto alla violenza di genere come scelta Politica fatta da cittadini e cittadine, associazioni, professionisti, giornalisti e tanto altro ogni giorno.
E che questi anni di promesse tradite dall’indifferenza di un sindaco autoreferenziale con la sua insignificante giunta a seguito, mi auguro scompaia persino il ricordo.

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