
Il taglio dei fondi destinati alle Riserve Naturali Regionali dell’Abruzzo rischia di diventare un colpo durissimo per uno dei patrimoni più preziosi della nostra regione: la biodiversità. A denunciarlo è Sinistra Italiana – Alleanza Verdi e Sinistra L’Aquila, che rilancia l’allarme lanciato nei giorni scorsi da Enti gestori e associazioni ambientaliste contro l’ulteriore sforbiciata annunciata dalla Giunta Marsilio. Lo scorso anno le Riserve potevano contare su 1,44 milioni di euro, già insufficienti per coprire le spese minime: sentieri, accoglienza turistica, educazione ambientale, monitoraggio di flora e fauna. Ora si parla di un taglio del 32%, con un fondo che scenderebbe sotto il milione di euro. Tradotto: circa 40.000 euro a Riserva, una cifra che rende impossibile garantire l’operatività per 12 mesi. Lo dimostra il caso simbolico dell’Oasi WWF Lago di Serranella, che dal primo luglio ha sospeso le attività. Per Sinistra Italiana – AVS, questo taglio è l’ennesimo segnale di un disinteresse strutturale per le aree protette: dallo smembramento notturno della Riserva del Borsacchio, al tentativo (poi bocciato dalla Corte Costituzionale) di ridurre i confini del Parco Sirente-Velino, passando per nuove concessioni a impianti sciistici in aree che, con i cambiamenti climatici, vedranno sempre meno neve.A essere colpiti non sono solo gli ecosistemi. Sono decine di lavoratori e lavoratrici, spesso con stipendi già esigui, guide, tecnici, operatori dell’accoglienza. Sono i Comuni delle aree interne, che vivono grazie al turismo sostenibile: scolaresche, ricercatori, famiglie in cerca di esperienze a contatto con la natura. Un paradosso per una regione che si fregia del titolo di “Regione verde d’Europa”, ma che – secondo AVS – preferisce investire in eventi sportivi o in spese clientelari invece di proteggere la sua biodiversità.Sinistra Italiana – AVS invita cittadini e cittadine a mobilitarsi per difendere un bene comune che è di tutti: le Riserve Naturali. Un patrimonio che garantisce ossigeno, qualità della vita e nuove opportunità economiche. Come ricorda la nota: “Non possiamo accettare di sacrificare foreste, sentieri, animali e habitat unici per coprire buchi di bilancio o inseguire facili consensi”.






























