
SULMONA. Un anno e mezzo di tempo per chiudere con esito positivo la battaglia sulla salvaguardia dei Tribunali minori. All’indomani della proroga tecnica, concessa fino al primo gennaio 2026, il consiglio dell’ordine degli avvocati di Sulmona si è rimesso in moto per centrare il risultato. Proprio da Sulmona riparte l’ultima “arringa”, decisiva per blindare i presidi giudiziari in maniera definitiva. Lunedì 24 novembre, alle 16.30, a Palazzo San Francesco si terrà un summit con il coordinamento pro tribunali, allargato ai parlamentari abruzzesi e ai rappresentanti istituzionali dei territorio interessati. “A questo punto diventa fondamentale l’opera del parlamento. Per questo ho voluto questo incontro in modo tale da investire tutti i parlamentari, sia di maggioranza che di maggioranza, per monitorare il disegno legge assegnato al commissione giustizia della Camera dei Deputati”- afferma Luca Tirabassi sul quotidiano Il Centro nella sua doppia vesta di sindaco della città e presidente del consiglio dell’ordine forense. Tirabassi ha annunciato ai suoi colleghi, riuniti ieri in assemblea, l’assegnazione del decreto all’apposita commissione parlamentare, avvenuta lo scorso 29 ottobre. “Questa è una ulteriore buona notizia”- sottolinea Tirabassi- “ci abbiamo sperato per anni e tale decreto, all’articolo tre, prevede proprio la salvaguardia della Procura di Sulmona e del Tribunale. Un conto è un disegno di legge presentato da uno o più parlamentari. Un conto è un disegno legge presentato direttamente dal governo. Ciò basta a far capire quanto sia stato importante e storico questo traguardo che arriva al termine di un lavoro intenso portato avanti dal consiglio dell’ordine e dall’intero coordinamento. Un lavoro che è stato il risultato dell’iniziativa della scorsa primavera che ci ha visti tutti uniti per impegnare in tal senso il ministro Nordio. A differenza di quanto sostenuto da qualcuno in campagna elettorale, quella iniziativa non aveva un carattere demagogico”. La sentenza insomma per i tribunali di Sulmona, Avezzano, Lanciano e Vasto è vicina e la condanna, a questo punto, dovrebbe essere evitata. Resta tuttavia il problema dell’organico, soprattutto tra la Procura di piazza Capograssi. Delle 13 unità in servizio va rilevato che un funzionario è assente per grave malattia, l’unico autista è addetto ai servizi amministrativi per supplire alle carenze, tre dei cinque operatori giudiziari non sono stabilmente inseriti nell’organico dell’ufficio. Le presenze stabili quindi non hanno mai superato il 50 per cento di quanto previsto. Un’emergenza se si considera che la situazione potrebbe diventare insostenibile a fine anno quando ci saranno pensionamenti e cesseranno le applicazioni esterne disposte dal Ministero.










