
Un attacco frontale, senza sconti e senza mezze misure: così le minoranze di Palazzo San Francesco definiscono il primo anno di mandato del sindaco. Nel loro comunicato diffuso nelle ultime ore, i gruppi di opposizione denunciano una palese “latitanza politica” e un’azione amministrativa limitata, caratterizzata principalmente dal taglio dei nastri di opere pianificate dalle precedenti giunte. Accusano il sindaco di aver smarrito il senso del ruolo istituzionale, privilegiando visibilità personale e giochi di potere interni alla maggioranza rispetto alla concreta gestione dei problemi cittadini. Particolare rilievo viene dato alla revoca dell’assessore Alessandro Pantaleo, letta come esito di tensioni personali piuttosto che di scelte amministrative ponderate. Le minoranze si mostrano inoltre critiche nei confronti dell’invito rivolto dal sindaco all’opposizione a collaborare nella proposta di soluzioni per la città, interpretandolo come un’ammissione esplicita delle difficoltà che la maggioranza sta incontrando.
Due sono le questioni principali sollevate dall’opposizione. La prima riguarda la nuova sede dei Vigili del Fuoco del Centro Abruzzo: le minoranze chiedono una scelta definitiva tra le opzioni già in campo – l’area della Badia o quella adiacente al palazzetto dello sport –, respingendo fermamente l’ipotesi di una sistemazione provvisoria in container. Sollecitano inoltre un confronto approfondito in sede consiliare prima di prendere qualsiasi decisione definitiva.
La seconda questione è di natura istituzionale e concerne il doppio incarico del sindaco, chiamato a dimettersi dalla presidenza dell’Ordine degli Avvocati, ruolo che aveva promesso di abbandonare durante la campagna elettorale, per dedicarsi esclusivamente all’amministrazione cittadina.
Nel documento si evidenziano altresì diverse criticità amministrative rilevanti: il ritardo nella nomina del responsabile dell’Area tecnica, avvenuta solo dopo un anno tramite incarico ex articolo 110; le difficoltà sul piano provinciale, fra cui il rischio di perdere la scuola per geometri e lo stallo dei lavori dell’Istituto De Nino Morandi; infine, la mancanza di un progetto di sviluppo e finanziamenti concreti a livello regionale, nonostante la presenza di tre consiglieri sulmonesi.
Le minoranze chiudono il comunicato con un appello forte e chiaro: invitano il sindaco a prendere piena consapevolezza delle responsabilità istituzionali, superando personalismi e conflitti interni che, a loro giudizio, hanno reso questo primo anno di amministrazione del tutto insufficiente sotto il profilo dei risultati concreti per la città e i suoi cittadini.































