L'AQUILA CAPITALE DELLA CULTURA 2026

Ci sono città che vivono custodendo la propria storia. E ce ne sono altre che scelgono, con coraggio, di raccontarla di nuovo, di aggiornarla, di renderla accessibile a tutti. L’Aquila è una di queste. Sabato 22 novembre, nella sala Ignazio Silone di Palazzo dell’Emiciclo, si terrà un’Ediathon: una maratona di scrittura collaborativa per migliorare le voci di Wikipedia dedicate al patrimonio culturale aquilano. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Regione Abruzzo, biblioteca “S. Tommasi”, Università dell’Aquila e Wikimedia Italia. Un’alleanza che mette insieme istituzioni, sapere accademico e partecipazione attiva dei cittadini, per valorizzare la ricchezza culturale del capoluogo abruzzese nel luogo oggi più consultato del mondo: il web. Wikipedia, con i suoi milioni di lettori, è ormai il primo punto di accesso alla conoscenza per studenti, turisti, curiosi. Ma le pagine non esistono da sole: qualcuno deve crearle, aggiornarle, migliorarle. E nessuno meglio di chi una città la vive davvero può farlo con cura e precisione. “Il segreto di questa iniziativa sta nella forza della comunità” spiega l’assessore alla Cultura Roberto Santangelo. Non si tratta di un progetto calato dall’alto: tutti i cittadini sono invitati a partecipare, portando un computer e la propria voglia di contribuire a rendere più completa e corretta la rappresentazione dell’Aquila online. Perché la cultura diventa davvero vera quando è condivisa. Non saranno lasciati soli: al loro fianco Wikimedia Italia, rappresentata da Marco Chemello, che guiderà i lavori e aiuterà i nuovi partecipanti con una breve formazione. Dalle 10 del mattino fino all’ora di pranzo, la città aggiornerà sé stessa, dentro quel grande archivio collettivo che è Wikipedia. In fondo, questa Ediathon è molto più di un appuntamento tecnico: è un gesto civico. È la consapevolezza che la memoria non è un monumento immobile, ma una narrazione in continuo divenire. Ed è bello che siano gli aquilani stessi – studenti, appassionati, cittadini comuni – a scriverla con le proprie mani. Partecipare a questa mattinata significa mettere un piccolo tassello nel racconto di una città che non ha mai smesso di ricostruirsi, non solo nel suo corpo, ma anche nella sua identità. E oggi, anche nella sua presenza digitale.










