
“Viaggio in Abruzzo” di Raffaele Giannantonio approda al Salone del Libro di Torino
Il viaggio dell’Abruzzo verso il Salone Internazionale del Libro di Torino 2026 ha un protagonista d’eccezione:“Viaggio in Abruzzo. Immagini di architettura negli scrittori/viaggiatori del Novecento”, l’imponente volume firmato daRaffaele Giannantonioe pubblicato daTextus Edizioni. Un’opera che non è soltanto un libro, ma un vero atlante sentimentale e architettonico, capace di raccontare la regione attraverso lo sguardo di chi l’ha attraversata, studiata, immaginata.

Con le sue856 pagine, il volume raccoglie un secolo di sguardi: scrittori, viaggiatori, studiosi e architetti che hanno osservato l’Abruzzo non come periferia, ma come luogo di incontro tra storia, paesaggio e identità. Giannantonio intreccia letteratura e architettura, restituendo un mosaico ricchissimo di immagini, citazioni, analisi e riferimenti culturali. Un lavoro che, come sottolinea la critica, “rappresenta un caso esemplare di apertura culturale” per discipline spesso considerate troppo tecniche o autoreferenziali.

Il libro sarà esposto alPadiglione 3 – Stand N70, all’interno dello spazio dedicato aTextus Edizioni, una delle 17 case editrici abruzzesi presenti quest’anno al Salone. La partecipazione rientra nel più ampio progetto della Regione Abruzzo, che nel 2026 ha scelto di presentarsi a Torino con una proposta culturale forte, identitaria e profondamente radicata nel territorio.
Il tema dell’edizione 2026,“Il mondo salvato dai ragazzini”, trova in questo libro un’eco sorprendente: lo sguardo dei viaggiatori del Novecento è infatti uno sguardo giovane, curioso, libero da pregiudizi. È lo stesso sguardo che oggi serve per rileggere l’Abruzzo, per raccontarlo alle nuove generazioni e per inserirlo nel panorama culturale nazionale con una voce autorevole.
La presenza diViaggio in Abruzzoal Salone del Libro non è soltanto una vetrina editoriale: è un invito a riscoprire la regione attraverso una lente diversa, più ampia, più profonda. Un invito rivolto ai lettori, ai viaggiatori, agli studiosi e a chiunque voglia comprendere come l’architettura e il paesaggio possano diventare narrazione, memoria e identità.


































