
Venerdì 27 giugno l’incontro con l’autore Federico Di Cosmo e studiosi del territorio
AVEZZANO– Un viaggio culturale, ambientale e simbolico nel cuore dell’Italia. Venerdì 27 giugno 2025 alle ore 16:30, presso la Sala Conferenze “Nicola Irti” (ex Montessori) di Via Genserico Fontana 6, la Pro Loco di Avezzano, con il supporto del Comune di Avezzano, ospita la presentazione del volume “Montagne a bassa definizione. Gli Appennini tra crisi di identità e cambiamento”, pubblicato da Donzelli Editore e curato da Federico Di Cosmo, architetto del paesaggio e ricercatore. Il libro – e l’evento – propongono una riflessione profonda sull’identità culturale e geografica della dorsale appenninica, troppo spesso trascurata rispetto alla narrazione alpina, ma oggi al centro di nuove dinamiche di studio, abitabilità e riscoperta. «Gli Appennini – si legge nel testo – sono prima di tutto luoghi della mente. Le loro vette arrotondate, i versanti boscosi e la facilità di accesso li allontanano dall’idea archetipica di montagna. Ma dietro questa apparente ‘bassa definizione’ si nasconde un sistema complesso, stratificato, fragile e al tempo stesso vitale». L’incontro sarà aperto dai saluti istituzionali di Fabrizio Ridolfi, presidente del Consiglio comunale di Avezzano, e Edoardo Tudico, presidente della Pro Loco. A introdurre e moderare il pomeriggio sarà Mario Lusi, giurista ambientale, che interverrà sul tema del nuovo piano strategico nazionale per le aree interne. Seguiranno gli interventi di:
- Federico Di Cosmo, curatore del volume, con una riflessione su“La montagna appenninica tra crisi di identità e cambiamento”;
- Maurizio Dematteis, direttore dell’Associazione Dislivelli, giornalista e scrittore, con l’intervento“Gli Appennini: un laboratorio di neopopolamento”;
- Filiberto Ciaglia, assegnista di ricerca in geografia all’Università La Sapienza, con una relazione su“La (ri)costruzione geostorica dell’Appennino”.
L’incontro rappresenta un importante momento di confronto sul futuro delle aree montane del Centro Italia, in bilico tra spopolamento e possibilità di rigenerazione sociale, ambientale e culturale. Un’iniziativa che invita a rileggere l’Appennino come spazio di possibilità, dove il passato incontra nuove forme di abitare e progettare. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

























