
Ci sono parole che non vogliono consolazione, ma giustizia. Parole che nascono in luoghi dove la vita resiste tra macerie e polvere, e che arrivano fino a noi come una richiesta urgente di umanità.
Sabato 6 dicembre 2025 alle ore 18, nella libreria Ubik di Sulmona, sarà presentata la raccolta “Il loro grido e la mia voce – Poesie da Gaza”, un volume che attraversa la tragedia della guerra attraverso il linguaggio più fragile e più potente che conosciamo: la poesia. Il libro, curato da Antonio Bocchinfuso, Mario Soldaini e Leonardo Tosti, raccoglie i versi di dieci poeti e poetesse palestinesi, tra cui Heba Abu Nada e Refaat Alareer, morti sotto i bombardamenti del 2023. Parole scritte come ultime tracce di vita, come respiro trattenuto, come dichiarazione d’amore alla terra e alla dignità umana. Versi nati tra tende, corridoi di ospedali distrutti, fughe disperate, o nella calma sospesa che precede un’esplosione. Alla presentazione interverranno Elsa Falcco, Andreina Sirena e Wiktor Malinowki, attivisti impegnati nella testimonianza e nel sostegno alla popolazione palestinese. Sarà un incontro non solo letterario, ma civile: un momento per fermarsi, guardare negli occhi il dolore e trasformarlo in responsabilità. La raccolta è arricchita da contributi di grande valore: la prefazione dello storico israeliano Ilan Pappé, gli interventi della scrittrice Susan Abulhawa e del giornalista Chris Hedges, premio Pulitzer. Tutti, con linguaggi e percorsi diversi, sottolineano lo stesso punto: la poesia può essere un atto di resistenza quando ogni altro spazio viene negato. Scrivere mentre tutto crolla significa dire al mondo: siamo vivi, guardateci. Le poesie di Gaza non sono un lamento, ma una mappa emotiva: raccontano strade spezzate, alberi mutilati, bambini che sognano un cielo senza droni. Ma raccontano anche amore, forza e tenacia. Perché, come ricordava Edward Said, la scrittura è l’ultima forma di resistenza contro ciò che disumanizza. Non è soltanto un libro. È un gesto concreto: per ogni copia venduta, Fazi Editore devolverà 5 euro a EMERGENCY, a sostegno delle attività sanitarie nella Striscia di Gaza. Un ponte tra parole e azioni, tra memoria e cura. Sulmona, ancora una volta, sceglie di aprire una finestra sul mondo, dando voce a chi non può più parlare.









